Editoriale · 22 Settembre 2026

Il segnale e le conseguenze di Il mercato dei token avanzati

Una piattaforma americana raccoglie la capacità di IA che altri hanno e non usano, e la rivende promettendo sconti fino al 60%. Che contratto è, e chi ci perde?

Contratti · Consumo · 8 min · 7 domande

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Grigio: accaduto. Lime: atteso entro 12 mesi. Tratteggio: scenario.

Parte unoIl segnale

Paghi in anticipo l'accesso a un'IA, ma a fine mese resta spesso del credito che non hai utilizzato. Cheaper Inference è un servizio di Keak AI, Inc., società del Delaware. Vende a sviluppatori e imprese l'accesso a 72 modelli di più fornitori (come ChatGPT, Claude, Grok, ecc.) attraverso un'unica interfaccia, promettendo sconti fino al 60% e prezzi mai superiori al listino. Dall'altro lato invita chi ha capacità di calcolo inutilizzata su Amazon Bedrock, Microsoft Foundry, Anthropic, Google AI Studio, OpenAI, DeepInfra, Venice o altre reti a trasformarla in ricavi.

Il meccanismo, come lo descrive il sito, è questo. Il venditore conserva il proprio account presso il fornitore, ma affida a Keak la sua chiave d'accesso, che viene cifrata e memorizzata. Keak fa passare su quell'account le richieste dei propri clienti e riconosce al venditore una quota di quanto guadagnano; i pagamenti saldano in una volta l'intero importo maturato. Il contratto con i venditori non è pubblicato: chi si candida indica quanta capacità può offrire al mese, e un operatore decide se invitarlo.

Il prezzo segue il costo della capacità disponibile ed è limitato al listino del fornitore (catalogo). Per i modelli del mercato è l'offerta più bassa di un venditore più una commissione di instradamento (documentazione). Lo sconto cambia con l'ora: il sito pubblica lo storico dei prezzi per indicare le fasce più convenienti.

Che cos'è la capacità di IA inutilizzata?

È la possibilità, già a disposizione di un account, di far lavorare un modello di IA che il titolare non sfrutta. Il lavoro del modello quando risponde si chiama inferenza e si misura in token, i frammenti di testo che il modello legge e scrive. Le imprese vi accedono tramite un'API, cioè un canale che collega i loro programmi al modello.

Il sito non dice da dove nasca l'eccedenza dei venditori. Sconti di questa misura hanno senso se la capacità è già pagata o impegnata in anticipo: è una deduzione, non un dato.

Si può pensare a un carnet di ingressi in palestra comprato in anticipo: gli ingressi che il titolare non usa sono già pagati, e qualcuno potrebbe volerli a metà prezzo.

Dove la metafora smette di funzionareIl carnet di solito è personale, e all'ingresso si vede chi entra. La capacità di calcolo, invece, passa per l'account del titolare: per il fornitore, a usarla è sempre lui. È qui che nasce la questione giuridica.

Parte dueLe conseguenze

Si può rivendere la capacità di IA che non si usa?

Dipende dal contratto con il fornitore, che non è tra le fonti di questo editoriale. Il principio però è chiaro: il contratto ha forza di legge tra le parti e non produce effetto rispetto ai terzi, salvo i casi previsti dalla legge (art. 1372 c.c.). Se il fornitore vieta la rivendita, inadempiente è il venditore; sul piano contrattuale Keak e i suoi clienti restano terzi.

Che clausole del genere esistano nel settore lo mostra Keak stessa. Le sue condizioni vietano ai clienti di rivendere, concedere in sublicenza o condividere l'accesso ai servizi e alle chiavi senza permesso scritto. Avvertono inoltre che possono valere le politiche dei singoli fornitori, che Keak può applicare la regola più severa per non perdere l'accesso e che può sospendere un account per violazione di quelle politiche (condizioni, §§ 6 e 12).

Il codice civile offre due modelli, nessuno perfetto. Chi ha un credito può cederlo senza il consenso del debitore, salvo che sia strettamente personale; il divieto di cessione pattuito vale contro chi acquista solo se si prova che lo conosceva (art. 1260 c.c.). Ma qui il venditore non cede nulla: tiene l'account e lo fa usare ad altri. Più vicina è la sublocazione, ammessa «salvo patto contrario», che per le cose mobili richiede però l'autorizzazione del locatore o gli usi (art. 1594 c.c.). La capacità di calcolo non è una cosa locata: quale regola si applichi è la questione aperta. Nei prossimi dodici mesi è ragionevole attendersi clausole più esplicite nei contratti dei fornitori e le prime contestazioni.

Che contratto lega chi vende capacità e la piattaforma?

Un contratto atipico, valido se diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela (art. 1322 c.c.). Il tipo più vicino è il mandato senza rappresentanza: Keak vende in nome proprio, e chi agisce così acquista i diritti e assume gli obblighi verso i terzi (art. 1705 c.c.). Per i beni il codice lo chiama commissione (art. 1731 c.c.); qui l'oggetto è un servizio.

Del contratto estimatorio ha la ripartizione del rischio. Lì chi riceve le cose paga il prezzo salvo che le restituisca (art. 1556 c.c.); qui il venditore incassa solo su ciò che viene consumato, e l'invenduto resta a suo carico. Il compenso a quota ricorda l'associazione in partecipazione, che però attribuisce una partecipazione agli utili, non agli incassi (art. 2549 c.c.).

La qualificazione va fatta sull'intero regolamento negoziale, non su singole clausole (Cass. civ. n. 19351/2025). Finché il contratto dei venditori non è pubblico, resta aperta.

Chi compra ha un rapporto con chi ha venduto la capacità?

No. Nel mandato senza rappresentanza «i terzi non hanno alcun rapporto col mandante» (art. 1705 c.c.), e il cliente di Cheaper Inference contratta solo con Keak. Le condizioni sono pensate per l'uso professionale, sono regolate dalla legge del Delaware e limitano la responsabilità complessiva di Keak a 100 dollari, salvo dove la legge non lo consente (condizioni, §§ 1, 14 e 16).

Il rapporto somiglia a una somministrazione di servizi: il cliente ricarica un portafoglio e consuma quanto gli serve (art. 1559 c.c., che però parla di cose). Se un canale non è disponibile, la richiesta passa da sola al successivo più economico (documentazione). Resta un punto da conoscere: i dati inviati arrivano al fornitore scelto per quella richiesta, che può trattarli o conservarli secondo le impostazioni del suo servizio, e Keak dichiara di non promettere in generale la conservazione zero (pagina per le imprese). Quando la capacità viene da un venditore, conviene chiedere quali impostazioni si applicano.

È lecito che il fornitore guadagni sui token non usati?

Sì. Un abbonamento non diventa immeritevole di tutela solo perché si rivela poco conveniente per chi lo ha comprato: lo squilibrio economico non basta, e chi ha concluso un cattivo affare non può sciogliersi dal contratto per questo (Cass. civ. n. 7239/2025, su un abbonamento sportivo). Se la capacità è pagata in anticipo e non viene usata, quel valore resta al fornitore.

Un mercato delle eccedenze lo sposta. Se la capacità già pagata viene consumata da altri, il fornitore sostiene il costo del calcolo senza nuovi ricavi. E può perdere vendite dirette, perché i clienti comprano la stessa capacità sotto listino. È una lettura economica, non un dato: sul sito ci sono solo gli sconti.

La stessa logica, del resto, Keak la applica ai propri clienti. Il saldo del portafoglio non è rimborsabile né convertibile in denaro; i crediti versati per ora non scadono, ma Keak si riserva di introdurre una scadenza con ragionevole preavviso; i crediti promozionali, come i 10 dollari aggiunti alla prima ricarica, possono scadere (condizioni, § 7).

Esisteva un mercato delle eccedenze prima dell'IA?

Sì, e il legislatore l'ha già regolato nella multiproprietà. Il codice del consumo disciplina il contratto di rivendita, con cui un operatore assiste a pagamento il consumatore nella vendita, e il contratto di scambio, con cui il consumatore accede ad altri alloggi o servizi «in cambio della concessione ad altri dell'accesso temporaneo ai vantaggi che risultano dai diritti derivanti dal suo contratto di multiproprietà» (art. 69, lett. c e d, cod. cons.).

Altre figure aiutano a capire. Le energie con valore economico sono beni mobili (art. 814 c.c.) e, come la capacità di calcolo, valgono nel momento in cui servono: il prezzo cambia con l'ora. L'assicurazione regge perché non tutti gli assicurati subiscono un sinistro (art. 1882 c.c.); l'abbonamento a prezzo fisso regge perché non tutti consumano.

Non è, invece, un bene comune. Nella comunione ciascun partecipante può servirsi della cosa comune senza impedire agli altri di farne uso (art. 1102 c.c.); qui nessuno è comproprietario, ogni venditore tiene il proprio account e il cliente tratta solo con la piattaforma. È un mercato con un intermediario. Lo scenario a tre anni, tratteggiato nel grafico, è che venga regolato come è accaduto alla multiproprietà.

La previsioneScadenza 31.12.2027 · Aperta

Entro il 31 dicembre 2027 almeno un grande fornitore di modelli di IA vieterà o disciplinerà espressamente, nelle proprie condizioni, la rivendita di capacità attraverso piattaforme terze.

Registrata il 26.09.2026 · Verificabile nel registro delle previsioni

Cosa deve fare adesso chi ha capacità di IA inutilizzata?

Tre cose, in quest'ordine.

  1. Leggere il contratto con il fornitore prima di tutto: divieti di rivendita, di condivisione dell'accesso e di cessione. Il contratto vincola chi lo ha firmato (art. 1372 c.c.).
  2. Chiedere alla piattaforma il contratto di fornitura per intero, prima di consegnare la chiave: come si calcola la quota, chi risponde dei consumi, cosa accade se il fornitore sospende l'account. La qualificazione dipende dall'intero regolamento (Cass. civ. n. 19351/2025).
  3. Pesare il rischio sull'account: la chiave resta tua, e per il fornitore a consumare sei sempre tu. Un ricavo marginale può costare l'accesso a uno strumento di lavoro.

Fonti

  1. Cheaper Inference, «Sell inference capacity», consultata il 26 settembre 2026 cheaperinference.com
  2. Cheaper Inference, pagina principale cheaperinference.com
  3. Cheaper Inference, «Markets» cheaperinference.com
  4. Cheaper Inference, documentazione cheaperinference.com
  5. Cheaper Inference, «Pricing history» cheaperinference.com
  6. Cheaper Inference, «Enterprise inference» cheaperinference.com
  7. Keak AI, Inc., «Terms and Conditions», in vigore dal 29 luglio 2026 cheaperinference.com
  8. Codice civile, artt. 814, 1102, 1260, 1322, 1372, 1556, 1559, 1594, 1705, 1731, 1882, 2549 studiolegalescarlino.com
  9. Codice del consumo, art. 69 studiolegalescarlino.com
  10. Cass. civ., sez. I, n. 7239/2025 studiolegalescarlino.com
  11. Cass. civ. n. 19351/2025 studiolegalescarlino.com
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