Domanda di risarcimento va interpretata dall’intero atto, non dalle sole conclusioni (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 410 del 08.01.2025)
Il giudice del merito accerta l’esistenza della domanda interpretando l’atto introduttivo nel suo complesso e non solo la precisazione delle conclusioni: non si può negare una domanda risarcitoria basandosi sulle carenze probatorie, che presuppongono la domanda già proposta.