Controllo gestione finanziaria Fondazione La Triennale Milano 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 99 del 16.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a vigilanza si conclude con una relazione alle Presidenze delle due Camere, ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259. La funzione non è di giudizio, ma di referto: la Corte accerta i risultati contabili e formula raccomandazioni di contenimento della spesa e di buona amministrazione. La circostanza che l’ente non rientri nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche e non sia più soggetto ai vincoli di contenimento non esonera da un controllo costante della spesa, quando il finanziamento è prevalentemente pubblico. Il principio di rotazione degli affidamenti e il ricorso alle esternalizzazioni solo in presenza di esigenze straordinarie costituiscono criteri di legalità ed economicità che la Corte richiama anche per gli enti culturali privatizzati.
Il Fatto
La Fondazione “La Triennale di Milano” è un ente culturale di promozione artistica, trasformato in fondazione di diritto privato con il d.lgs. 20 luglio 1999, n. 273, sottoposto al controllo della Corte dei conti in forza di un decreto presidenziale del 1966 e vigilato dal Ministero della cultura, dal quale riceve un contributo ordinario annuale.
In adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, l’ente ha trasmesso alla Corte il conto consuntivo dell’esercizio 2023 con le relazioni degli organi di amministrazione e di revisione. La Sezione del controllo sugli enti riferisce quindi al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria di quell’esercizio, esaminando gli assetti organizzativi, l’attività istituzionale, i risultati contabili e il bilancio consolidato del c.d. “Sistema Triennale”.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto l’assetto dell’ente e il perimetro del gruppo. La Fondazione si avvale di una società in house, la Triennale di Milano Servizi Srl, e della Fondazione CRT/Teatro dell’Arte, dando vita a un “Sistema Triennale” retto da un’unica posizione di vertice. Dal 2014 l’ente non è inserito nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche e non è più tenuto alle misure di contenimento della spesa; la Corte raccomanda comunque un controllo costante della spesa, in considerazione del notevole apporto finanziario pubblico.
I risultati contabili evidenziano una situazione articolata. L’esercizio 2023 chiude con un utile di gestione di euro 354.572, in aumento rispetto ai 221.303 euro del 2022. Il valore della produzione si attesta a euro 10.983.538, in diminuzione per effetto dei minori ricavi da biglietteria, scesi da 2.092.715 a 1.650.833 euro. Il risultato operativo è però negativo per euro 121.163, penalizzato dalla svalutazione dei lavori sul ristorante Terrazza Triennale; ne derivano un peggioramento del ROS e del ROI e la necessità di monitorare la capacità di coprire i costi operativi.
Sul versante dell’attività contrattuale, la Corte rileva un incremento degli affidamenti diretti, che rappresentano la voce più consistente in valore, e raccomanda di applicare il principio di rotazione disciplinato dall’art. 49 del d.lgs. n. 36 del 2023. Quanto ai consulenti, invita a ricorrere alle esternalizzazioni solo in presenza di esigenze straordinarie, di carenza di personale idoneo e di oggetto circostanziato.
La Corte esamina poi il contratto di servizio con la società in house, rilevando che l’acconto 2023 è passato da 2.900.000 a 3.150.000 euro e che nessun conguaglio è stato liquidato per il 2022, mentre per il 2023 il corrispettivo eccedente l’acconto non risulta ancora erogato. Sul bilancio consolidato, il gruppo chiude con un utile di esercizio di euro 356.712, ma permane la fragilità patrimoniale della Fondazione CRT/Teatro dell’Arte. Il progetto PNRR “Teatro dell’arte Milano” risulta concluso nel rispetto dei target e delle milestone.
Nota della Redazione
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