PNRR architettura e paesaggio rurale tra target e spesa rallentata (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 33 del 14.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi del PNRR, nell’ambito del quale la Corte dei conti esercita le valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia previste dall’art. 3, comma 4, legge 14 gennaio 1994, n. 20 e dall’art. 7, comma 7, d.l. 31 maggio 2021, n. 77, convertito con legge 29 luglio 2021, n. 108, si appunta sulla corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge. Il conseguimento di una milestone europea o di un target italiano non esaurisce la valutazione: esso va letto insieme all’andamento della spesa, al numero delle rinunce e revoche e alle rimodulazioni dei progetti. Ove i dati implementati dai Soggetti Attuatori presentino scostamenti rispetto alle risultanze dei sistemi informativi, la Sezione ne dà atto senza colmarli d’ufficio, limitandosi a raccomandare le misure idonee a conseguire gli obiettivi.

Il Fatto

Il rapporto riguarda l’Investimento 2.2 della Missione 1 – Componente 3 (M1C3), Misura 2, “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, titolare il Ministero della cultura. L’intervento, di valore complessivo pari a 600 milioni di euro, si articola in due linee di azione: la prima, da 590 milioni, destina contributi al recupero conservativo di insediamenti agricoli, manufatti ed edifici storici rurali, selezionati mediante avvisi regionali; la seconda, da 10 milioni, è volta al completamento del censimento del patrimonio costruito rurale e all’implementazione di sistemi informativi.

La Sezione aveva già esaminato la misura con la deliberazione n. 76/2024. Il nuovo intervento di controllo si colloca al secondo semestre 2024 e verifica lo stato di avanzamento procedurale, fisico e finanziario dell’investimento, con particolare riguardo al conseguimento dei traguardi europei e italiani e all’erogazione delle risorse lungo la catena che dal Ministero conduce ai beneficiari finali.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce anzitutto l’impianto della misura. Il D.M. 18 marzo 2022, n. 107 ha definito la ripartizione delle risorse tra Regioni e Province autonome, conseguendo la milestone M1C3-13. Il successivo D.M. 7 marzo 2024, n. 92 ha rimodulato l’allocazione, riducendo le quote degli enti che non avevano impegnato tutte le risorse disponibili e aumentando quelle degli enti muniti di ulteriori progetti idonei, con 55.013.429,95 euro rientrati nella disponibilità del Ministero.

Sul piano procedurale, il target italiano con scadenza terzo trimestre 2024 è stato conseguito: alla data del 23 settembre 2024 risultavano avviati interventi su 3645 beni, in misura superiore all’obiettivo, e il dato ha trovato conferma nelle interrogazioni eseguite su ReGiS. La verifica a campione della documentazione caricata non ha riscontrato irregolarità. La Sezione rileva, tuttavia, due profili di possibile criticità: le rinunce e le revoche, che incidono sul numero di interventi da avviare, e le rimodulazioni, che possono incidere sulle tempistiche di avviamento.

Il quadro finanziario è quello che desta maggiore attenzione. Alla data del 20 dicembre 2024 risultano impegnati 468.545.833,94 euro dei 534.986.570,05 assegnati con il D.M. 92/24, erogati ai Soggetti Attuatori euro 98.180.113,79 e da questi ai beneficiari euro 36.286.082,54. La spesa, pur in accelerazione nel secondo semestre, appare ancora rallentata e significativamente scostata dalle previsioni. Il dato trova riscontro nelle domande di erogazione: per il 61,9% degli interventi non è stata presentata alcuna domanda, mentre il 24,4% risulta a lavori non iniziati o fermi.

La Corte segnala che le tabelle fornite dall’Amministrazione divergono parzialmente da quelle estratte da ReGiS, riportando i dati discordanti. Quanto alla linea di azione 2, la fase di aggiudicazione degli appalti, suddivisi in otto lotti, si è conclusa nel 2023 e i contratti sono stati stipulati nei primi mesi del 2024, con un ribasso medio del 7,04% sull’importo di gara di 7.100.000,00 euro. L’avanzamento della spesa è pari a circa il 12% delle risorse impegnate. La Sezione esprime pertanto una valutazione positiva limitata al perseguimento della milestone europea, del target italiano con scadenza 30 settembre 2024 e all’adozione delle prime misure attuative, raccomandando ogni misura volta al supporto dei soggetti attuatori e dei beneficiari.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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