Perdite reiterate e assunzioni con fondi Covid senza verifica di sostenibilità (Corte dei Conti Sez. contr. Toscana n. 30 del 03.05.2024)

Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, nell’ambito del controllo sulla gestione finanziaria degli enti del Servizio sanitario nazionale, accertano lo squilibrio economico-finanziario che assume carattere strutturale quando i maggiori costi divenuti stabili non trovano copertura nei ricavi del finanziamento ordinario. Il ricorso a risorse straordinarie per assunzioni a tempo indeterminato, in assenza di una preventiva verifica della sostenibilità dei costi a regime, integra una criticità gestionale suscettibile di pregiudicare gli equilibri dei futuri esercizi. Il reiterato ricorso all’anticipazione di tesoreria non restituita a fine esercizio e l’elevato ammontare dei crediti verso la Regione risalenti a esercizi pregressi sono sintomi di precaria liquidità. Il rispetto dei limiti di legge in materia di spesa e di indebitamento costituisce condizione necessaria, ma non sufficiente, a legittimare la sostenibilità in bilancio dei relativi costi.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Toscana ha esaminato le relazioni-questionario sui bilanci di esercizio 2021 e 2022 trasmesse dal Collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, ai sensi dell’art. 1, comma 170, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, unitamente alla documentazione acquisita in sede istruttoria. Il Magistrato istruttore ha sottoposto alla valutazione collegiale le criticità attinenti alla gestione economica e finanziaria dell’ente e al conseguimento degli obiettivi di riduzione della spesa pubblica, coinvolgendo anche la Regione per le funzioni spettanti sul Servizio sanitario regionale.

L’Azienda e la Regione sono state invitate a partecipare all’adunanza pubblica e a far pervenire controdeduzioni. L’Azienda ha depositato una memoria con precisazioni sulle criticità contestate; la Regione ha trasmesso considerazioni sulla situazione economica del Servizio sanitario toscano dopo la pandemia. La questione approda alla Sezione per l’accertamento dei profili di squilibrio e per la conseguente adozione di misure correttive.

La Motivazione della Corte

La Sezione muove dal quadro normativo del controllo. L’art. 3, commi 3 e 7, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, attribuisce alle Sezioni regionali il riesame dei bilanci degli enti del SSR finalizzato all’adozione di effettive misure correttive. Al di fuori delle condizioni di stretta interpretazione previste dalla norma, resta operante il criterio del controllo collaborativo sancito dall’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131.

Sul piano sostanziale, la Corte accerta le perdite di esercizio di 10.405.140 euro nel 2021 e di 14.369.198 euro nel 2022, con perdite non ripianate da riportare a nuovo pari a 24.774.338 euro al 31 dicembre 2022. L’incremento di alcuni costi nel triennio 2020-2022 rischia di divenire strutturale, non trovando piena copertura nei ricavi del finanziamento ordinario. Rilevano i maggiori costi per le assunzioni a tempo indeterminato, il rincaro energetico e il servizio del debito.

Quanto al personale, i costi del 2021 risultano pari a 286.641.781 euro, con incremento interamente riferibile al personale a tempo indeterminato. Le assunzioni sono state effettuate con l’impiego di risorse straordinarie destinate a incarichi temporanei, in misura superiore alla programmazione del Piano triennale del fabbisogno, senza preventiva verifica della sostenibilità dei costi a regime. Il Piano non contiene una programmazione idonea ad attestare la persistente sostenibilità dei maggiori oneri.

La Sezione accerta poi la persistente difficoltà di liquidità. L’Azienda ha ripreso il ricorso all’anticipazione di tesoreria, con somme non restituite a fine esercizio pari a 13.192.002 euro nel 2021 e a 17.580.921 euro nel 2022; l’utilizzo protratto ne comporta la trasformazione in indebitamento a medio termine incompatibile con la finalità dell’istituto. Rileva inoltre l’elevato ammontare dei crediti verso la Regione, con posizioni pregresse, e il significativo servizio del debito, la cui sostenibilità va attestata anche quando il limite di legge risulti rispettato.

Infine, la Corte accerta il superamento degli obiettivi di contenimento dei costi per gli acquisti diretti dei farmaci, la ritardata adozione del bilancio di esercizio e del bilancio economico di previsione. Chiede all’Azienda di adottare i provvedimenti correttivi, con la collaborazione della Regione, e rinnova l’invito a quest’ultima a rimuovere le criticità riconducibili alle proprie competenze, riservandosi di valutare l’efficacia nei successivi controlli.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *