Successione abusiva di contratti a termine anche con soluzione di continuità (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 17816 del 27.06.2024)

Principi di diritto (Massima)
In tema di lavoro a termine, configura successione abusiva di contratti anche l’ipotesi in cui tra un contratto e l’altro vi sia soluzione di continuità, poiché la clausola 5 dell’accordo quadro recepito nella direttiva 1999/70/CE impone misure efficaci, proporzionate e dissuasive in tutti i casi di successione nel tempo di contratti a tempo determinato. La ratio di tutela imposta dal diritto eurounitario non consente di escludere l’abuso per il solo fatto degli intervalli temporali tra i contratti. Ne consegue il riconoscimento del danno comunitario, da liquidare assumendo a parametro i limiti previsti dall’art. 32, comma 5, legge n. 183/2010, senza che il lavoratore debba allegare e provare uno specifico danno.

Il Fatto

La controversia ha per oggetto l’accertamento della nullità del termine apposto a quattro contratti di lavoro a tempo determinato conclusi da un lavoratore con un consorzio di autostrade, con condanna al risarcimento del danno. Il Tribunale aveva rigettato le domande, ritenendo legittima l’apposizione del termine e non provati i danni.

La Corte d’appello, in riforma, ha dichiarato l’illegittimità del termine per due contratti e la nullità per difetto di forma per altri due, condannando il consorzio al risarcimento pari a tre mensilità. Il consorzio ricorre in cassazione deducendo un unico motivo; il lavoratore resiste con controricorso ed entrambe le parti depositano memoria.

La Motivazione della Corte

Il ricorrente censura l’applicazione dei principi delle Sezioni Unite n. 5072/2016 a un caso di quattro contratti stipulati a distanza di mesi, sostenendo che — non vertendosi in ipotesi di successione abusiva — la Corte territoriale avrebbe dovuto allocare sul lavoratore l’onere di allegare e provare il danno, secondo gli artt. 2697 cod. civ. e 36, comma 5, d.lgs. n. 165/2001.

La Corte dichiara il motivo inammissibile ex art. 360-bis, n. 1), cod. proc. civ., perché la sentenza impugnata ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza di legittimità e l’esame dei motivi non offre elementi per mutare l’orientamento.

Richiamando le Sezioni Unite n. 5072/2016, la Corte ricorda che la nozione di contratti a termine successivi è ampia: riguarda la stipulazione di più contratti tra le medesime parti per mansioni equivalenti, quali che siano gli intervalli di tempo tra l’uno e l’altro. Si configura pertanto successione anche in presenza di soluzione di continuità, perché sussiste la ratio di tutela imposta dal diritto eurounitario.

Sul punto la Corte richiama la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, secondo cui la clausola 5 mira a limitare il ripetuto ricorso ai contratti a tempo determinato, considerato potenziale fonte di abuso a danno dei lavoratori, evitando la precarizzazione della posizione dei dipendenti.

Il legislatore italiano ha attribuito rilevanza alla mancanza di soluzione di continuità solo con riferimento al diverso tema della conversione in un unico rapporto a tempo indeterminato dalla data del primo contratto. Ad ogni altro fine, l’attuazione della direttiva 1999/70/CE impone misure efficaci, proporzionate e dissuasive in tutti i casi di successione nel tempo, compresi quelli con soluzione di continuità.

La Corte conferma quindi l’orientamento secondo cui l’utilizzo abusivo del medesimo lavoratore con contratti a termine a cadenza annuale per un congruo numero di anni, sia pure con intervalli, configura l’impugnazione di una successione di contratti e non di singoli contratti, con riconoscimento del danno comunitario.

La Corte territoriale ha fatto corretta applicazione di tali principi, avendo esaminato quattro contratti a tempo determinato — due dei quali nemmeno stipulati in forma scritta — conclusi tra le medesime parti per le stesse mansioni. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese di legittimità e al versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *