Forward guidance climatica: annunciare il percorso della carbon policy e’ deflazionistico, inasprirla oggi e’ inflazionistico (Banca d’Italia, Temi di discussione n. 1540/2026)
Banca d’Italia, Temi di discussione (Working Papers) n. 1540, luglio 2026 – “Forward guidance nella politica climatica” (Forward guidance in climate policy), di Riccardo Degasperi, Tara Hamadi, Filippo Natoli, Valerio Nispi Landi e Kevin Pallara.
In sintesi
Il lavoro esamina le implicazioni macroeconomiche della transizione verde, concentrandosi sulla politica di prezzo del carbonio. Usando le sorprese ad alta frequenza attorno agli eventi regolamentari del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) e un modello Proxy-SVAR, gli autori identificano due shock distinti: uno all’orientamento corrente della politica (current stance) e uno al percorso atteso della transizione (expected path). Entrambi riducono le emissioni di gas serra e l’attività economica, ma hanno effetti opposti sull’inflazione: lo shock all’orientamento corrente e’ inflazionistico, quello al percorso atteso e’ deflazionistico. Un’analisi di scenario mostra che un allentamento della politica monetaria dopo uno shock di percorso attenua in misura sostanziale le perdite di prodotto e modera il calo dell’inflazione. Gli shock di percorso, inoltre, abbassano le aspettative di crescita, deprimono il clima economico e accrescono l’incertezza, ma favoriscono anche una riallocazione verso attivi più verdi e riducono i rischi legati al clima. I risultati sono coerenti con un modello neo-keynesiano ambientale e mettono in luce l’importanza della forward guidance nella politica climatica.
Oggetto e metodo
Il paper – parte del network ChaMP del Sistema europeo di banche centrali sulla trasmissione della politica monetaria – distingue due dimensioni della politica di prezzo del carbonio: un cambiamento dell’orientamento corrente, che aumenta temporaneamente il livello dell’imposta sul carbonio, e un cambiamento del percorso futuro, che ne accresce l’inclinazione. In quest’ultimo caso la modifica regolamentare veicola informazione sulle mosse future: e’ una forma di forward guidance climatica. Sul piano del metodo, gli autori sfruttano le sorprese ad alta frequenza attorno agli eventi regolamentari dell’EU ETS – calcolate su prezzi di attività finanziarie, tra cui le strutture a termine delle quote di emissione e dei future su materie prime critiche – ed estraggono due componenti principali per separare lo shock all’orientamento corrente da quello al percorso atteso, inserendoli in un modello Proxy-SVAR.
Due shock, effetti opposti sull’inflazione
Il risultato centrale e’ che i due shock, pur riducendo entrambi emissioni e prodotto, agiscono in modo opposto sui prezzi. Lo shock all’orientamento corrente e’ inflazionistico, coerentemente con un effetto di costo (cost-push): l’aumento temporaneo dell’imposta si scarica sui costi marginali delle imprese. Lo shock al percorso atteso e’ invece deflazionistico, trainato da una risposta negativa della domanda: anticipando imposte sul carbonio più alte in futuro e una conseguente riduzione del reddito nel ciclo di vita, le famiglie riducono i consumi correnti, e questo effetto di domanda prevale sull’aumento dei costi. La distinzione mette in discussione il trattamento spesso unidimensionale delle politiche verdi e sottolinea l’importanza del timing e delle aspettative incorporate nella regolazione climatica.
Il ruolo della politica monetaria e delle aspettative
La risposta dell’autorità monetaria e’ determinante. In assenza di un allentamento monetario, uno shock di percorso amplifica in misura sostanziale la contrazione di prodotto ed emissioni; l’analisi di scenario mostra invece che un allentamento attenua le perdite di prodotto e modera il calo dell’inflazione. Sul fronte delle aspettative, uno shock di percorso abbassa le attese di crescita e di inflazione – i previsori professionali rivedono al ribasso le proiezioni per l’anno seguente – riduce il clima economico e le prospettive occupazionali e accresce l’incertezza finanziaria. Al tempo stesso innesca uno spostamento degli investimenti verso attivi finanziari più verdi e un calo di diversi indicatori di rischio e incertezza legati al clima, segno di una minore ambiguità sulla traiettoria della transizione energetica.
Il meccanismo teorico e la robustezza
Un modello neo-keynesiano ambientale replica da vicino le risposte stimate empiricamente e ne chiarisce i meccanismi: lo shock di percorso e’ deflazionistico perché l’attesa di imposte future più alte e di un reddito di ciclo di vita più basso comprime i consumi correnti; lo shock all’orientamento corrente e’ inflazionistico perché l’aumento temporaneo dell’imposta si accompagna all’attesa di un futuro alleggerimento e di un reddito disponibile più alto, che compensa l’effetto di domanda negativo. I risultati reggono a diversi esercizi di robustezza, tra cui una strategia di identificazione alternativa basata su restrizioni di segno e un controllo per gli effetti della pandemia di Covid-19.
Le conclusioni
Il messaggio di policy e’ netto: la forward guidance del regolatore climatico e’ uno strumento efficace per orientare le aspettative e accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni. Distinguere tra orientamento corrente e percorso atteso della politica sul carbonio e’ essenziale, perché i due incidono in modo opposto sull’inflazione; e la risposta della politica monetaria e’ cruciale per bilanciare obiettivi ambientali e stabilità macroeconomica. Classificazione JEL: C3, E3, H23, Q58.
Si tratta di un lavoro di ricerca: le opinioni espresse sono degli autori e non impegnano la Banca d’Italia ne’ il Sistema europeo di banche centrali.
Documento ufficiale
Scheda del paper sul sito della Banca d’Italia: N. 1540 – Forward guidance nella politica climatica
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