Controllo Corte dei conti su equilibrio e tetti di spesa dell’azienda ospedaliera (Corte dei Conti Sez. contr. Emilia-Romagna n. 142 del 31.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Sezione regionale della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale è sindacato di legalità e regolarità, volto a verificare la conformità della gestione alle regole contabili e finanziarie e a garantire l’equilibrio di bilancio. Il conseguimento e il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario costituiscono il parametro fondamentale, insieme all’osservanza del vincolo di destinazione dell’indebitamento alle sole spese di investimento e alla sostenibilità dello stesso. Le disposizioni che pongono limiti di spesa per il personale, ivi compreso quello a tempo determinato, hanno natura cogente e costituiscono principi di coordinamento della finanza pubblica cui devono adeguarsi anche gli enti del Servizio sanitario nazionale. L’accertamento di irregolarità non sanzionabili ai sensi dell’art. 1, c. 7, del D.L. n. 174/2012 consente comunque alla Sezione di richiamare l’ente all’adozione delle opportune misure di autocorrezione.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna ha esaminato la documentazione relativa al bilancio di esercizio 2022 dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, nell’ambito del programma di controllo per l’anno 2024. L’esame ha riguardato la relazione-questionario del Collegio sindacale, la nota integrativa, la relazione sulla gestione, gli schemi di bilancio presenti nella banca dati delle amministrazioni pubbliche e l’ulteriore documentazione pubblicata sul sito istituzionale.
Il bilancio di esercizio 2022 ha evidenziato un risultato negativo, a fronte di una previsione di perdita autorizzata di importo superiore. Sono emersi profili di criticità relativi all’approvazione del bilancio di previsione, all’incremento di crediti e debiti pregressi, alla spesa per il personale a tempo determinato e alle consulenze non sanitarie. Da qui l’istruttoria e la pronuncia della Sezione.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce il quadro normativo di riferimento. L’art. 1, c. 166 e 167, della L. n. 266/2005 ha previsto per gli organi di revisione l’obbligo di trasmissione alle Sezioni regionali di controllo di una relazione sul bilancio, e l’art. 1, c. 170 ha esteso tale disciplina agli enti del Servizio sanitario nazionale. L’art. 1, c. 3, del D.L. n. 174/2012 ha ampliato i poteri di controllo, prevedendo la verifica del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, dell’osservanza del vincolo in materia di indebitamento e dell’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari.
Richiamando la giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 39/2014 e n. 157/2020), la Sezione qualifica il controllo come sindacato di legalità e regolarità, con effetti cogenti: dall’accertamento di squilibri o irregolarità discende l’obbligo per l’ente di adottare i provvedimenti correttivi. Il bilanciamento con la tutela del diritto alla salute impone di distinguere i costi necessari per i LEA dalle altre spese sanitarie, soggette al principio di sostenibilità economica.
La Sezione individua quattro profili di criticità. In primo luogo, il bilancio economico di previsione 2022 è stato approvato oltre il termine previsto dall’art. 32, c. 5, del D.Lgs. n. 118/2011, con raccomandazione alla Regione di trasmettere tempestivamente le indicazioni tecniche alle aziende. In secondo luogo, i crediti sorti nel 2018 e precedenti ammontano a 51.368.366,00 euro, in aumento rispetto all’esercizio precedente, e i debiti pregressi a 30.593.620,00 euro, anch’essi in incremento; la Sezione raccomanda lo smaltimento delle posizioni più risalenti.
In terzo luogo, la spesa per il personale a tempo determinato si è assestata sul 208,77 per cento dell’omologa spesa del 2009, superando il limite dell’art. 9, c. 28, del D.L. n. 78/2010. La Sezione ricorda la natura cogente di tale disposizione e raccomanda il graduale riassorbimento della spesa. Infine, la spesa per consulenze e collaborazioni non sanitarie è aumentata rispetto al 2021, per effetto soprattutto del lavoro interinale e delle indennità al personale universitario; la Sezione raccomanda all’Azienda di monitorare la voce entro margini fisiologici.
All’esito, la Sezione dispone che l’Azienda si conformi alle indicazioni contenute nella pronuncia e che la Regione ne assicuri l’osservanza in virtù dei poteri di vigilanza esercitati.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.