Controllo sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 36 del 15.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici non economici accerta la regolarità contabile e la conformità dell’azione amministrativa ai principi di efficacia, efficienza ed economicità. L’affidamento a terzi di appalti e concessioni di servizi di interesse generale deve avvenire mediante procedure di gara, mentre il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato è ammesso solo con socio privato selezionato attraverso evidenza pubblica ai sensi del d.lgs. n. 175 del 2016. La gestione diretta, anche in house, costituisce alternativa legittima ma subordinata a una valutazione di maggiore vantaggiosità rispetto all’esternalizzazione. La permanenza in bilancio di residui attivi e passivi risalenti nel tempo impone all’ente una puntuale verifica delle singole poste e ogni iniziativa utile a evitare la prescrizione dei crediti e a ridurre la massa dei residui.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il rendiconto generale della gestione finanziaria dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto relativo all’esercizio 2021, trasmesso dalla struttura insieme alle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori. L’ente è stato istituito nel 2019 in sostituzione della soppressione Autorità portuale, con circoscrizione estesa ai porti di Messina, Milazzo, Tremestieri, Villa San Giovanni, Reggio Calabria e, dal maggio 2022, Saline.

Il controllo è svolto ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958 e dell’art. 6, comma 9, della legge n. 84 del 1994, come modificato dal d.lgs. n. 169 del 2016, che assoggetta il rendiconto delle AdSP al vaglio della Corte. La relazione riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo e le vicende di maggior rilievo intervenute dopo la chiusura dell’esercizio.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto il quadro normativo di riferimento, soffermandosi sulle modifiche introdotte dal d.l. n. 121 del 2021 in materia di pianificazione portuale, con la sostituzione del Piano regolatore di sistema con il Documento di programmazione strategica di sistema e l’attribuzione della competenza esclusiva alle AdSP sul Piano regolatore portuale. Sul piano fiscale rileva la decisione della Commissione UE del 4 dicembre 2020 sull’esenzione IRES degli scali, l’intervento legislativo del 2022 e la sentenza del Tribunale UE del 20 dicembre 2023, che ha annullato la decisione solo nella parte relativa alle autorizzazioni per le operazioni portuali.

Sul personale, la Corte rileva che le AdSP non possono assumere con modalità privatistiche, essendo soggette all’obbligo del concorso secondo i principi del d.lgs. n. 165 del 2001. La dotazione organica al 31 dicembre 2021 è di 25 unità a tempo indeterminato; la spesa complessiva è di 2,61 milioni di euro, con una premialità in diminuzione rispetto all’esercizio precedente.

Il nucleo delle osservazioni riguarda i servizi ausiliari di interesse generale. Poiché alcuni sono già scaduti o di prossima scadenza, la Corte richiama l’obbligo di procedere mediante gara per la selezione del contraente in caso di appalti o concessioni. Il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato è ammesso solo con socio privato selezionato attraverso procedura di evidenza pubblica ai sensi del d.lgs. n. 175 del 2016, mentre la gestione diretta, anche in house, resta alternativa praticabile previa valutazione di maggiore vantaggiosità in termini di efficacia, efficienza ed economicità.

In materia di concessioni demaniali, la Corte dà atto della modifica dell’art. 18 della legge n. 84 del 1994 operata dalla legge n. 118 del 2022, che impone l’affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica, e del regolamento attuativo adottato con d.m. n. 202 del 2022. I canoni accertati nel 2021 aumentano a 3,55 milioni, con un tasso di riscossione dell’89,32 per cento.

La gestione finanziaria chiude con un avanzo di competenza di 12,34 milioni, in controtendenza rispetto al disavanzo dell’esercizio precedente, e un risultato economico positivo di 9,86 milioni. La Corte rileva però la consistenza dei residui, largamente riferibili a esercizi pregressi e alle opere di grande infrastrutturazione, e rinnova l’invito a verificarne puntualmente le singole poste e ad attivarsi per evitare la prescrizione dei crediti, riducendo la massa dei residui più risalenti nel tempo.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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