Passaggio diretto dei dipendenti nel cambio appalto e adesione implicita al CCNL (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 24914 del 09.09.2025)

Principi di diritto (Massima)
I contratti collettivi non aventi efficacia erga omnes hanno natura negoziale e privatistica e vincolano i soli iscritti alle associazioni stipulanti o i soggetti che vi abbiano espressamente aderito o li abbiano implicitamente recepiti con un comportamento concludente, desumibile da una costante e prolungata applicazione delle clausole senza contestazione. Nel cambio di appalto l’obbligo di assunzione del lavoratore alle dipendenze dell’impresa subentrante presuppone che questa dia applicazione al contratto collettivo che lo prevede. L’accertamento dell’adesione implicita è riservato al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione. La tutela derivante dal passaggio diretto si aggiunge, senza sostituirla, a quella contro il licenziamento intimato dal datore cessante, cosicché le due posizioni restano autonome.

Il Fatto

La controversia nasce dal cambio di appalto intervenuto in un cantiere, con subentro di una società alla precedente affidataria e la questione del destino del lavoratore già addetto al servizio. Il lavoratore agiva chiedendo l’assunzione alle dipendenze della società subentrante, sul presupposto dell’applicazione del CCNL Multiservizi.

La Corte d’appello di Napoli confermava la pronuncia di primo grado e accertava che la società subentrante aveva dimostrato, con comportamento univoco e concludente, di dare applicazione al contratto collettivo, con conseguente obbligo di assumere il lavoratore. La società subentrante ricorreva per cassazione con tre motivi; resistevano la società uscente e il lavoratore.

La Motivazione della Corte

La Corte esamina congiuntamente i primi due motivi, che investono l’applicazione dell’istituto del passaggio diretto e la distribuzione dell’onere della prova. Richiama il principio secondo cui i contratti collettivi non efficaci erga omnes operano come atti negoziali e privatistici, applicabili ai rapporti tra iscritti alle associazioni stipulanti o a chi vi abbia aderito espressamente o implicitamente, per comportamento concludente desumibile da una costante e prolungata applicazione delle clausole senza contestazione.

Da ciò discende che, quando una parte invoca una clausola di un determinato contratto collettivo, il giudice del merito deve valutare in concreto la condotta tenuta dal datore di lavoro e dal lavoratore, per accertare se dagli atti emergano elementi che rendano vincolante la contrattazione richiamata. La Corte cita sul punto Cass. n. 24336/2013, Cass. n. 18408/2015, Cass. n. 42001/2021 e Cass. n. 7203/2024.

Il ricorso è quindi inammissibile nella parte in cui sollecita una rivalutazione in concreto del comportamento della subentrante, trattandosi di accertamento di merito non sindacabile in sede di legittimità. Nel resto è infondato, poiché la Corte territoriale si è attenuta al principio richiamato, verificando la sussistenza degli elementi dell’adesione implicita alla disciplina collettiva.

Sul secondo motivo la Corte ricorda che la violazione dell’art. 2697 c.c. è censurabile ex art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c. solo se il giudice abbia attribuito l’onere probatorio a parte diversa da quella gravata, non quando la censura investa la valutazione delle prove (richiamate Cass. n. 15107 del 2013, Cass. n. 13395 del 2018, Cass. n. 18092 del 2020). Nel caso di specie l’onere gravava interamente sul lavoratore, ed è stato ritenuto assolto.

Quanto al terzo motivo, la Corte osserva che la tutela collettiva del passaggio diretto non esclude, ma si aggiunge a quella verso il datore che ha intimato il licenziamento, essendo i due profili autonomi (Cass. n. 29922/2018); la censura è inammissibile per difetto di interesse. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese e contributo unificato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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