Controllo Corte dei conti su Citizen Experience PNRR a fine 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 28 del 07.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi del PNRR, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, non si risolve nella verifica del solo raggiungimento formale di milestone e target, ma impone di valutare comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa, con riguardo all’effettiva acquisizione e impiego delle risorse. La Corte verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, accertando la coerenza tra cronoprogramma procedurale e attuazione, e segnalando gli scostamenti tra finanziamenti assegnati e risorse effettivamente erogate.
Il Fatto
Nell’ambito del quadro programmatico dei controlli sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato per il triennio 2023-2025, la Corte dei conti ha esaminato il sub-investimento 1.4.1 Citizen Experience del PNRR, diretto al miglioramento della qualità e dell’usabilità dei servizi pubblici digitali. Titolare dell’intervento è il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri; destinatari-beneficiari sono Comuni, Scuole ed enti pilota nel settore sanitario e culturale.
La Sezione ha analizzato lo sviluppo dell’investimento sulla base degli elementi forniti dall’amministrazione e di quelli reperiti nel sistema informativo ReGIS, verificandone lo stato di attuazione alla data del 31 dicembre 2023.
La Motivazione della Corte
L’istruttoria muove dall’adesione a un modello e a un sistema di progettazione comuni, finalizzato a semplificare l’interazione con gli utenti e a facilitare la manutenzione futura. La misura prevedeva dapprima stanziamenti pari a 613 milioni di euro, poi incrementati di ulteriori 200 milioni dal decreto MEF 23 febbraio 2023, per un totale di 813 milioni di euro.
Sul piano del cronoprogramma, il target italiano M1C1-140-ITA-1, in scadenza al 31 dicembre 2023, richiedeva l’adozione dei modelli di sito web per il 10 per cento della platea destinataria, funzionale al successivo target europeo M1C1-140 del 40 per cento entro il 31 dicembre 2024. La Corte rileva che il target italiano risulta raggiunto in anticipo: a fronte di oltre 13.400 enti candidati con progetti attivi, una quota superiore al 10 per cento ha superato l’asseverazione tecnica.
L’asseverazione combina controlli automatici, svolti tramite un software dedicato (crawler), e controlli manuali effettuati da un asseveratore, secondo criteri di conformità articolati in cinque categorie: esperienza utente, funzionalità, performance, normativa e sicurezza. Il meccanismo di finanziamento è a lump sum, con erogazione subordinata al conseguimento del risultato, ai sensi dell’art. 53, par. 1, lett. c), Reg. UE 1060/2021.
Sul versante finanziario la Corte evidenzia uno scostamento rilevante. A fronte di finanziamenti per circa 794 milioni di euro, alla data del 1° dicembre 2023 risultano erogati solo 9.454.795 euro verso 1.295 soggetti attuatori. Le erogazioni riguardano esclusivamente le Scuole, poiché il completamento dei loro progetti è meno complesso di quello dei siti comunali. La Corte dà atto che non sono stati riscontrati ritardi, che il sistema ReGIS è stato popolato tramite caricamenti massivi e che la piena interoperabilità con la piattaforma PADigitale2026 era attesa entro la fine del 2023.
Quanto ai controlli esterni, gli audit del MEF e della Commissione europea non hanno fatto emergere criticità di rilievo; le azioni correttive raccomandate risultano completate. La misura è giudicata sostanzialmente in linea con il proprio cronoprogramma, restando da individuare i progetti pilota per i modelli di sito web destinati a Musei e ASL.
Nota della Redazione
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