Fideiussore consumatore: la clausola derogatoria non prevale sul foro della residenza (Cass. 1483/2026)
Questione esaminata
Una compagnia assicurativa aveva chiesto al Tribunale di Viterbo, luogo di residenza del fideiussore, un decreto ingiuntivo per oltre 105.000 euro dovuti in forza di una garanzia prestata a favore di un’azienda agricola. Il fideiussore aveva eccepito l’incompetenza territoriale invocando una clausola che attribuiva in via esclusiva le controversie al Tribunale di Roma. La Cassazione ha esaminato sia la sua qualità di consumatore, sia la possibilità che fosse proprio il consumatore a utilizzare la clausola derogatoria per sottrarsi al foro della propria residenza.
Principio affermato
La qualità di consumatore del fideiussore deve essere valutata in base alla finalità concreta della garanzia e agli eventuali collegamenti funzionali con il debitore principale, non può essere ricavata automaticamente dalla natura imprenditoriale dell’obbligazione garantita. La clausola che deroga al foro del consumatore si presume vessatoria. Quando il professionista agisce correttamente davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio del consumatore, quest’ultimo non può paralizzare l’azione invocando la clausola convenzionale e chiedendo lo spostamento della causa presso il diverso foro da essa indicato.
Motivazione della Cassazione
Il Tribunale aveva applicato la superata teoria del professionista “di rimbalzo”, qualificando il garante in base all’attività del debitore principale. La Corte ha invece accertato che non risultavano allegati collegamenti economici o funzionali tra il fideiussore e l’azienda garantita tali da rendere la garanzia espressione della sua attività professionale. Riconosciuta la qualità di consumatore, il foro competente era quello della sua residenza. La compagnia aveva già promosso il procedimento monitorio davanti a tale giudice, implicitamente considerando nulla la clausola derogatoria. Il consumatore convenuto non poteva quindi utilizzare la stessa clausola per eccepire la competenza del Tribunale di Roma. La Cassazione ha dichiarato competente il Tribunale di Viterbo e disposto la prosecuzione della causa per gli altri motivi di opposizione.
Rilevanza pratica
La nullità di protezione tutela il consumatore, ma non gli attribuisce la facoltà di scegliere alternativamente, secondo convenienza, tra il proprio foro e quello previsto da una clausola presumibilmente vessatoria. Se il professionista lo cita nel luogo della sua residenza o domicilio, la causa è correttamente instaurata. Per qualificare il fideiussore come professionista occorrono inoltre elementi concreti, quali incarichi amministrativi, partecipazioni rilevanti o collegamenti funzionali con il debitore garantito: non basta che la garanzia riguardi un debito d’impresa.