Controllo concomitante conferma l’avanzamento della Linea C di Roma (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 18 del 19.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante sulle gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento, il Collegio non formula un giudizio di conformità gestionale, ma verifica lo stato di attuazione del programma di spesa e la congruità dei tempi dichiarati rispetto alla programmazione aggiornata. L’avanzamento procedurale di un’opera è in linea con la programmazione quando gli scostamenti rispetto ai termini originari sono giustificati da fatti tecnici e amministrativi rappresentati dagli organi competenti e recepiti nel cronoprogramma vigente. Lo slittamento del termine finale di ultimazione non integra di per sé una criticità di sistema quando è riconducibile all’effettivo percorso di istruttoria, approvazione ed esecuzione del progetto. Il Collegio conserva il potere di proseguire l’istruttoria sullo stato di attuazione degli interventi esaminati.

Il Fatto

L’istruttoria del Collegio del controllo concomitante riguarda l’intervento “Metropolitane nelle grandi aree urbane”, finanziato con la legge n. 234/2021 e articolato in undici opere nelle città di Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino. L’Amministrazione titolare è il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il programma era già stato esaminato in cinque precedenti deliberazioni del Collegio.

L’attività istruttoria in esame si concentra su due interventi della Linea C della Città metropolitana di Roma: la sub-tratta funzionale da Stazione Venezia a Stazione Fori Imperiali e il lotto costruttivo della tratta T2. Acquisiti i riscontri del Ministero e del Commissario straordinario, con audizioni tenutesi nel febbraio e nell’aprile 2025, il relatore ha chiesto il deferimento al Collegio.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ricostruisce lo stato dei due interventi capitolini sulla base delle note del Ministero e della relazione del Commissario straordinario. Quanto alla sub-tratta Venezia–Fori Imperiali, il cronoprogramma vigente prevede l’ultimazione dei lavori al 2033, con uno slittamento di circa nove mesi rispetto al termine fissato dal D.I. n. 97/2022. La data di ultimazione originaria, osserva il Collegio, era stata stimata quando il progetto definitivo era ancora in istruttoria; il termine è stato poi rideterminato in ragione dei tempi di approvazione dei progetti e della consegna delle aree.

Il Collegio valorizza il trend di crescita dei lavori contabilizzati e il fatto che le criticità operative emerse, in particolare nel complesso monumentale di Palazzo Venezia e del Vittoriano, non appaiono incidere sui tempi di realizzazione, restando nei termini del cronoprogramma approvato.

Sul lotto costruttivo della tratta T2, la richiesta di proroga presentata dal Comune di Roma non è stata recepita dal D.I. n. 349/2024, perché il termine risultava già scaduto e le risorse assegnate erano in parte revocate, poi riconfermate con la legge di bilancio 2025. La Convenzione tra il Ministero e il Comune è stata modificata ed è in corso di nuova sottoscrizione; il cronoprogramma conferma lo slittamento della contrattualizzazione al 30 giugno 2025, con necessità di un decreto di rimodulazione dei termini.

Il Collegio esamina poi le prescrizioni avanzate dai Dipartimenti capitolini: l’interferenza tra i cantieri della Stazione Ottaviano e la linea tranviaria, per la quale è stata ritenuta compatibile la soluzione del capolinea in viale delle Milizie; e l’area logistica della Stazione San Pietro, per la quale è stato espresso il nulla osta sulla soluzione di progetto. Quanto alla verifica del progetto definitivo, svolta internamente da Roma Metropolitane con l’ausilio dell’Alta Sorveglianza e con la conseguente risoluzione della convenzione con Invitalia, il Collegio dà atto che l’attività è quasi terminata e che è stato richiesto il nulla osta tecnico di sicurezza.

All’esito, il Collegio accerta, nei sensi di cui in motivazione, che l’avanzamento procedurale delle due tratte è in linea con la programmazione come da ultimo attualizzata e si riserva di proseguire l’istruttoria sullo stato di attuazione degli interventi. La deliberazione è soggetta a obbligo di pubblicazione ai sensi dell’art. 31 d.lgs. n. 33/2013 ed è trasmessa al Ministero, alle Commissioni parlamentari competenti e al Commissario straordinario.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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