Luci, scoli e distanze: il ripristino è dovuto, ma il danno va provato (Trib. Torre Annunziata 1040/2026)

Tribunale di Torre Annunziata, I Sezione Civile, sentenza n. 1040 del 13 aprile 2026 (R.G. 1043/2020) — Giudice dott.ssa Maria Rosaria Barbato

Il principio

Le violazioni delle distanze e della disciplina delle luci impongono la regolarizzazione o l’arretramento, ma il risarcimento richiede allegazione e prova di un concreto pregiudizio.

Il fatto

Tra proprietari confinanti erano contestate aperture, uno scolo e costruzioni realizzate senza rispettare le distanze.

La motivazione

Il Tribunale ha ordinato di regolarizzare le luci, canalizzare la pluviale sul fondo del proprietario e arretrare una costruzione fino a dieci metri dall’edificio preesistente. Richiamando Cass. nn. 12879/2025 e 10328/2025, ha rigettato le domande risarcitorie perché non era stata provata alcuna compromissione del godimento o del valore dei fondi.

Implicazioni pratiche

La tutela ripristinatoria non rende automatico il risarcimento: il proprietario deve dimostrare il danno effettivo.

Provvedimento integrale: scarica il PDF

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