Usucapione esclusa per il detentore che riconosce il suolo comunale (Cass. civ. Sez. II n. 8161 del 26.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il riconoscimento, da parte di chi invoca l’usucapione, della proprietà del suolo in capo all’ente pubblico attenua l’onere probatorio sulla proprietà gravante sul Comune, potendo il giudice fondarsi sulla congiunta valutazione degli elementi istruttori. Chi si sia qualificato affittuario è mero detentore e non possessore uti dominus, sicché, in difetto di atti di interversione, non matura l’acquisto a titolo originario. La domanda di restituzione dei contributi per la ricostruzione ex legge 14 maggio 1981 n. 219, per la natura vincolata dell’attività amministrativa, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. L’art. 2697 c.c. è invocabile solo ove il giudice abbia ripartito l’onere tra fatti costitutivi ed eccezioni, non quando abbia ritenuto indimostrato il diritto sulla base del materiale istruttorio.

Il Fatto

Il Comune conveniva in giudizio due soggetti dinanzi al Tribunale, chiedendo dichiararsi l’inefficacia di un atto di donazione con cui uno di essi aveva trasferito al figlio un immobile ricadente nel territorio comunale. I convenuti resistevano, proponendo domanda riconvenzionale di usucapione dell’immobile.

Il Tribunale accoglieva le domande dell’ente e respingeva la riconvenzionale. La Corte d’appello confermava la decisione: gli appellanti avevano riconosciuto la proprietà comunale del bene, dichiarandosi affittuari, e dall’ultima missiva non era decorso il termine per l’usucapione. Respinta anche l’eccezione di prescrizione sul diritto alla restituzione delle somme. Propongono ricorso per cassazione i due soccombenti con tre motivi.

La Motivazione della Corte

Il primo motivo denuncia la violazione dell’art. 2697 c.c., lamentando che la Corte territoriale abbia addossato ai convenuti l’onere di provare la proprietà di una particella. La Corte di legittimità ritiene il motivo infondato: il giudice di merito non si è fondato sul criterio formale di riparto dell’onere probatorio, ma sulla congiunta valutazione di tutti gli elementi acquisiti in istruttoria, accertamento fattuale incensurabile in cassazione.

Il riconoscimento della proprietà comunale emerge dall’atto di donazione e dalle missive con cui uno dei ricorrenti si era qualificato affittuario, dunque detentore. Da tale riconoscimento deriva l’attenuazione dell’onere probatorio della proprietà gravante sull’ente. Il fatto che l’altro ricorrente non si fosse dichiarato detentore non consente di considerarlo possessore, poiché, essendo il primo affittuario del suolo, non era configurabile un possesso pieno in capo ai familiari.

Quanto all’usucapione abbreviata, la donazione era stata perfezionata nel 2009 e alla data della domanda non era decorso il termine decennale. L’accertamento sull’insussistenza dei presupposti per l’acquisto del suolo si fonda sulla qualità di mero detentore, non essendo dedotto il compimento di atti di interversione. L’art. 2697 c.c. è invocabile solo ove il giudice abbia posto l’onere a carico di chi non ne era gravato, non quando abbia ritenuto indimostrato il diritto nell’esercizio del potere di prudente apprezzamento.

Il secondo motivo censura la giurisdizione sulla domanda di restituzione del contributo ex legge 219/1981. Il motivo è infondato. L’attività dell’amministrazione, ai fini del riconoscimento e della quantificazione dei contributi, è rigorosamente vincolata ai criteri di legge a tutela dei danneggiati, le cui posizioni hanno consistenza di diritti soggettivi, tutelabili davanti al giudice ordinario. Sia la domanda di erogazione sia quella di restituzione per carenza dei presupposti rientrano nella giurisdizione ordinaria.

Il terzo motivo, sulla violazione dell’art. 345 c.p.c., è inammissibile: la Corte di merito ha negato nel merito l’acquisto del suolo per accessione invertita, escludendo la buona fede dei ricorrenti sulla base di una pluralità di elementi. Il ricorso è respinto, con condanna alle spese e aggravio del contributo unificato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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