Bilancio ASREM: perdite non coperte e controllo sui conti sanitari (Corte dei Conti Sez. contr. Molise n. 33 del 12.04.2024)

Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti esercitano sugli enti del Servizio sanitario nazionale un sindacato di legalità e regolarità finalizzato, in prospettiva dinamica, all’adozione di effettive misure correttive funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. Il controllo, fondato sulla relazione del Collegio sindacale resa ai sensi dell’art. 1, comma 170, legge n. 266/2005 e integrato dall’art. 1, comma 3, D.L. n. 174/2012, non si esaurisce nella verifica statica della conformità formale, ma investe la sostenibilità dell’indebitamento e l’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri. L’accertamento di squilibri economico-finanziari, di mancata copertura di spese o di violazione di norme poste a garanzia della regolarità della gestione finanziaria determina per l’ente l’obbligo di rimuovere le irregolarità e di ripristinare gli equilibri, con effetti interdittivi sui programmi di spesa. L’attendibilità e la prudenza delle poste di bilancio, la corretta imputazione dei costi e la periodica conciliazione delle partite creditorie e debitorie costituiscono presupposti indefettibili della funzione di controllo.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per il Molise ha esaminato i bilanci d’esercizio 2021 e 2022 dell’Azienda Sanitaria Regionale Molise, muovendo dalle relazioni-questionario trasmesse dal Collegio sindacale ai sensi dell’art. 1, comma 170, legge n. 266/2005, integrate dalla relazione sulla gestione, dalla nota integrativa e dai chiarimenti forniti in sede istruttoria.

Il Collegio sindacale ha certificato l’assenza di gravi irregolarità contabili, ma ha espresso parere non favorevole su entrambi gli esercizi, rilevando perdite d’esercizio superiori a quelle indicate nei bilanci di previsione e l’assenza di una delibera regionale delimitativa della perdita. La Sezione, non ritenendo integrate le condizioni del comma 7 dell’art. 1 del D.L. n. 174/2012, ha comunque esteso l’analisi alle voci più rilevanti dello stato patrimoniale e del conto economico, chiudendo l’istruttoria con l’approvazione della relazione sulla gestione economica e patrimoniale.

La Motivazione della Corte

La Sezione muove dal quadro normativo del controllo finanziario sugli enti del Servizio sanitario nazionale, ricordando che la Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014, ha riconosciuto la legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 7, D.L. n. 174/2012, qualificando il controllo come sindacato di legalità e regolarità volto a evitare danni irreparabili agli equilibri di bilancio.

Sul piano della gestione economica, la Corte rileva l’inattendibilità del bilancio di previsione: i documenti previsionali 2021 e 2022 già contemplavano perdite rispettivamente di euro 32.470.118 e di euro 39.987.193, in contrasto con il principio di equilibrio, mentre a consuntivo le perdite sono risultate pari a euro 54.249.797 e a euro 61.040.021. La Corte sottolinea che gli scostamenti più rilevanti riguardano gli acquisti di beni e servizi non sanitari.

Con riguardo alle prestazioni di intramoenia, la Sezione rileva che la tabella della nota integrativa non riporta integralmente i costi indiretti — indennità di esclusività medica, IRAP, costi diretti e generali aziendali e fondo di perequazione —, esprimendo perplessità sull’idoneità del sistema di contabilità analitica.

Sul piano patrimoniale, la Corte constata perdite non coperte al 31 dicembre 2022 per euro 271.121.694,50 e un patrimonio netto negativo. Rileva inoltre l’ingente ammontare di crediti verso la Regione per spesa corrente e per versamento a patrimonio netto, complessivamente pari a euro 64.908.593,98, privi di svalutazione in contrasto con il principio contabile OIC 15, e la mancata effettuazione dell’attività di circolarizzazione, avviata solo a partire dal 2021.

Infine, la Sezione constata la mancata restituzione dell’anticipazione di tesoreria, pari al 31 dicembre 2022 a euro 10.876.278,90, e il mancato rinnovo della convenzione di tesoreria, invitando l’Azienda ad adottare le misure correttive dandone conto alla Sezione e alla Regione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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