Danno erariale da corruzione: incerto il danno stimato per il periodo esteso (Corte dei Conti Sez. giur. Campania n. 396 del 11.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il danno erariale risarcibile deve presentare i requisiti della certezza, dell’attualità e della concretezza e deve essere eziologicamente ricollegabile a condotte riscontrate in maniera puntuale in sede amministrativa o istruttoria giudiziaria, con adeguato riscontro probatorio ex art. 2697 cod. civ. Una ricostruzione meramente induttiva, che estenda a un arco temporale più ampio episodi accertati solo per un periodo circoscritto, non può fondare una pronuncia di condanna, restando il danno incerto nell’an e nel quantum. È invece risarcibile il danno da disservizio, nelle sue componenti dei costi delle indagini amministrative interne di carattere straordinario e della lesione del nesso sinallagmatico, allorché le energie lavorative del dipendente siano distratte dai compiti istituzionali per essere destinate a condotte illecite.

Il Fatto

La Procura regionale ha citato in giudizio un dipendente dell’Agenzia delle entrate, addetto al servizio di ispezioni e certificazioni ipotecarie presso il servizio di pubblicità immobiliare, chiedendone la condanna al pagamento di euro 21.503,99 in favore dell’Agenzia, oltre accessori e spese.

Secondo la prospettazione attorea, il dipendente avrebbe posto in essere plurimi episodi di corruzione continuata e aggravata, truffa, falsità in atti e abuso d’ufficio, effettuando visure in modalità “uso ufficio” o “esente” senza i presupposti, in favore di utenti privati esonerati dal pagamento delle tasse ipotecarie. A seguito di un procedimento penale definito con condanna in rito immediato e con declaratoria di prescrizione per i restanti capi, il dipendente è stato licenziato. Il convenuto non si è costituito in giudizio.

La Motivazione della Corte

Il Collegio dichiara in via preliminare la contumacia del convenuto, data la regolare instaurazione del contraddittorio, e ritiene la pretesa attorea parzialmente fondata. La condotta antigiuridica risulta acclarata in sede penale e disciplinare, connotata da dolo di rilevante intensità, per avere il dipendente agito nella consapevolezza di violare reiteratamente precetti normativi e regole contabili, in contrasto con i doveri di lealtà, imparzialità e correttezza cristallizzati dall’art. 65, commi 1, 2 e 3, del CCNL di Comparto e dal Codice di comportamento di cui all’art. 3 del d.P.R. n. 62/2013.

Quanto al danno patrimoniale diretto, il Collegio condivide la quantificazione di euro 315,00 per la mancata riscossione di diritti, tributi e sanzioni nel periodo tra il 5.10.2015 e il 31.12.2015, importo già comprensivo del danno da tangente. Tale voce è supportata dalle risultanze delle intercettazioni e dell’indagine interna, che consentono di quantificare il danno con certezza.

È invece rigettata la seconda voce, relativa al danno da mancato incasso per il periodo esteso da gennaio 2013 a luglio 2017, quantificato in euro 19.633,11 mediante proiezione induttiva degli episodi corruttivi. La Sezione, in adesione al proprio indirizzo già espresso nelle sentenze n. 346/2023 e n. 274/2024, afferma che la ricostruzione presuntiva, per quanto fondata su plausibili basi probabilistiche, non può essere posta a fondamento di una decisione giudiziale. Il danno erariale deve essere certo ed attuale, non essendo sufficiente che le condotte siano solo possibili e non comprovate.

Il Collegio accoglie invece la richiesta relativa al danno da disservizio. Quanto ai costi delle indagini amministrative interne, riconosce euro 1.356,60 per l’attività istruttoria non rientrante nelle competenze istituzionali dell’Amministrazione, oltre euro 150,00 di spese vive, per un totale di euro 1.506,60. Quanto alla lesione del nesso sinallagmatico, riconosce euro 49,28 per lo stipendio indebitamente percepito, parametrato alle undici visure specificamente tracciate. Il convenuto è quindi condannato al pagamento complessivo di euro 1.870,88, oltre rivalutazione e interessi legali.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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