Particolare tenuità: valutazione concreta e non astratta del fatto (Cass. pen. n. 34947/2025)
Principi di diritto (Massima)
In tema di particolare tenuità del fatto, il giudice deve effettuare una valutazione complessa e congiunta di tutti gli elementi della fattispecie concreta, tenendo conto, ai sensi dell’art. 133, comma 1, cod. pen., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell’entità del danno o del pericolo. La causa di non punibilità non può essere esclusa in ragione della sola astratta importanza del bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice, ma richiede una disamina in concreto degli aspetti sopra indicati. La richiesta di applicazione della particolare tenuità può essere formulata per la prima volta in appello.
Il Fatto
L’imputato era stato condannato in primo grado per il delitto di contraffazione di una marca operativa attestante una visita di revisione con esito regolare, apposta sulla carta di circolazione dell’autoveicolo (artt. 480 e 482 cod. pen.), commesso il 27 febbraio 2017. La Corte di appello di Catania, confermando la condanna, escludeva l’applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità, rilevando il rilevante disvalore penale della fattispecie astratta e l’interesse pubblico connesso al controllo dei mezzi in circolazione, senza valutare le modalità concrete del fatto. L’imputato proponeva ricorso per cassazione, deducendo la violazione dell’art. 131-bis cod. pen. per la mancata valutazione concreta delle circostanze del fatto.
La Motivazione della Corte
La Corte ha accolto il ricorso, rilevando l’erroneità dell’approccio della Corte territoriale. Ha richiamato il consolidato principio di legittimità secondo cui la causa di non punibilità della particolare tenuità è configurabile per qualunque fattispecie criminosa e non può essere esclusa in relazione a particolari tipologie di reato o in considerazione della natura degli interessi protetti (Sez. 3, n. 15782 del 23/02/2018, Farese, Rv. 272624 – 01). Il giudizio di tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutti gli elementi della fattispecie concreta, ai sensi dell’art. 133, comma 1, cod. pen., senza che sia sufficiente il richiamo all’astratta rilevanza del bene giuridico tutelato (Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016, Tushaj, Rv. 266590 – 01). La Corte di appello, nel caso di specie, si era limitata a considerare l’interesse pubblico connesso alla norma, senza esaminare le concrete modalità del fatto, il grado di colpevolezza o l’entità dell’offesa, escludendo la particolare tenuità in modo astratto e non ancorato ai dati fattuali.
La Corte ha altresì precisato che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità può essere proposta per la prima volta in appello (Sez. 4, n. 7675 del 06/02/2019, Prota, Rv. 275267 – 01), come avvenuto nel caso di specie. Tuttavia, essendo il reato commesso il 27 febbraio 2017 e maturata la prescrizione il 26 ottobre 2024, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato, assorbendo il merito della questione.
Implicazioni Pratiche
- Onere motivazionale per il diniego: il giudice che nega l’applicazione dell’art. 131-bis cod. pen. deve motivare sulla base degli elementi concreti di cui all’art. 133 cod. pen., indicando le ragioni per cui le modalità della condotta, il grado di colpevolezza o l’entità del danno o del pericolo non sono tali da rendere il fatto di particolare tenuità; il mero richiamo all’interesse pubblico tutelato è insufficiente e integra vizio di motivazione.
- Proponibilità in appello: il difensore può eccepire la particolare tenuità per la prima volta in sede di appello, senza che ciò costituisca una domanda nuova, attenendo alla valutazione della pena e alla non punibilità; deve quindi formulare la richiesta nel gravame e produrre elementi fattuali a sostegno.
- Prescrizione sopravvenuta e annullamento senza rinvio: in caso di accoglimento del motivo di ricorso per vizio di motivazione, ma con reato già prescritto, la Corte di cassazione annulla senza rinvio per estinzione del reato, senza necessità di rinvio per la rideterminazione della pena, ferma restando la declaratoria di estinzione.
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Nota della Redazione
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