Art. 638 c.c. Condizione di non fare o di non dare

Se il testatore ha disposto sotto la condizione che l’erede o il legatario non faccia o non dia qualche cosa per un tempo indeterminato, la disposizione si considera fatta sotto condizione risolutiva, salvo che dal testamento risulti una contraria volontà del testatore.

Funzione della norma

L’art. 638 c.c. disciplina una particolare condizione testamentaria negativa, consistente nel non fare o nel non dare, qualificandola di regola come condizione risolutiva quando sia apposta per un tempo indeterminato: la disposizione così qualificata rientra nell’ambito applicativo della garanzia che l’autorità giudiziaria può imporre ai sensi dell’art. 639 c.c., a tutela dei soggetti ai quali l’eredità o il legato dovrebbero devolversi in caso di avveramento della condizione, secondo la struttura concreta della clausola.

La qualificazione legale come condizione risolutiva

Quando il testatore dispone sotto la condizione che l’erede o il legatario non faccia o non dia qualche cosa per un tempo indeterminato, la legge qualifica automaticamente tale condizione come risolutiva, salvo che dal testamento risulti una contraria volontà del testatore: la disposizione produce quindi effetto immediato, esposto a caducazione se la condotta vietata viene tenuta.

La distinzione tra condizione sospensiva negativa e condizione risolutiva negativa

Quanto alla struttura della condizione negativa, occorre distinguere tra condizione sospensiva negativa e condizione risolutiva negativa (Cass. 23384/2019): la qualificazione legale di cui all’art. 638 c.c. opera come regola suppletiva per il caso di durata indeterminata, ma resta subordinata alla verifica della reale volontà del testatore risultante dal testamento.

Errori frequenti

  • Ritenere che ogni condizione di non fare o di non dare sia automaticamente risolutiva. La qualificazione legale opera solo per il tempo indeterminato e solo salvo contraria volontà del testatore risultante dalla scheda.
  • Trascurare la possibile natura sospensiva della condizione negativa. La condizione di non fare o non dare può atteggiarsi anche in forma sospensiva, a seconda della struttura concreta della clausola.

Cosa fare

Va verificato se la condizione negativa apposta dal testatore riguardi un tempo determinato o indeterminato, per stabilire se operi la qualificazione legale come condizione risolutiva.

Va accertato, sulla base del testo complessivo del testamento, se emerga una volontà contraria alla qualificazione legale suppletiva prevista dall’art. 638 c.c.

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