Affidamento diretto ferroviario e condizioni sospensive: lesività immediata della delibera regionale (Cons. Stato n. 10556 del 31.12.2024)

Principi di diritto (Massima)
La delibera regionale che dispone l’affidamento diretto del servizio di trasporto pubblico ferroviario ed elide il ricorso al mercato è immediatamente lesiva, anche quando subordina il perfezionamento del contratto all’avveramento di condizioni sospensive. Il relativo onere di impugnazione decorre pertanto dall’adozione dell’atto di aggiudicazione, ai sensi dell’art. 120, comma 2, cod. proc. amm. La legittimità dell’atto si accerta con riguardo allo stato di fatto e di diritto esistente al momento della sua emanazione, secondo il principio del tempus regit actum. La facoltà di affidamento diretto ex art. 5, par. 6, Regol. n. 1370/2007 non risulta vietata dall’art. 32 d.lgs. n. 201/2022, che rinvia alla normativa europea di settore.

Il Fatto

Con D.G.R. n. 2182 del 2020 la Regione Puglia disponeva l’affidamento diretto del servizio di trasporto pubblico ferroviario in favore della società già affidataria, per il periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2031. Il perfezionamento dell’affidamento era subordinato al rilascio del certificato di sicurezza, alla definizione delle pendenze con la Regione e alla soluzione del contenzioso sull’acquisizione societaria.

Con successive delibere del 2023 la Regione prorogava l’affidamento e, da ultimo, accertato l’avveramento delle condizioni, disponeva la stipula del contratto per il periodo dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2032. L’operatore concorrente impugnava la delibera originaria e gli atti correlati, lamentando l’illegittimità dell’affidamento diretto rispetto alla sopravvenuta normativa di settore del 2022, l’inclusione dei servizi automobilistici e l’eccessiva durata. Il TAR Puglia dichiarava il ricorso irricevibile e, in via di abundantiam, lo respingeva nel merito. Propone appello l’operatore soccombente.

La Motivazione della Corte

Il Cons. Stato conferma l’irricevibilità del ricorso di primo grado. Dalla lettura della delibera del 2020 emerge che la stessa aveva direttamente disposto l’aggiudicazione, mentre solo il materiale affidamento del servizio era subordinato all’avveramento delle condizioni. L’effetto lesivo, consistente nella scelta di non ricorrere al mercato, si era già prodotto con quell’atto, in coerenza con l’art. 120, comma 2, cod. proc. amm. Le delibere successive avevano portato a esecuzione la scelta già compiuta.

Nel merito, il Collegio applica il principio del tempus regit actum: la legittimità dell’atto si valuta alla stregua del regime vigente al momento della sua adozione, come affermato dalla costante giurisprudenza amministrativa richiamata nel provvedimento. Anche l’istituto della condizione conduce alla retroattività degli effetti dell’avveramento, ai sensi dell’art. 1360 cod. civ., rendendo egualmente applicabile il regime originario.

Quanto al dedotto divieto dell’affidamento diretto, il Collegio esclude che esso sia ricavabile dall’art. 32 d.lgs. n. 201/2022. Il comma 2 della norma richiama espressamente la normativa europea di settore, confermandone la rilevanza, con salvezza del diritto dell’Unione e dell’art. 5, par. 6, Regol. n. 1370/2007.

Sul percorso argomentativo relativo ai servizi automobilistici, la Corte rileva che l’affidamento ha a oggetto, di suo, il servizio ferroviario. I bus sono previsti quali interventi sostitutivi o integrativi temporalmente limitati, legati alla condizione materiale delle tratte, e la loro attribuzione è demandata a procedure a evidenza pubblica. Il riferimento alla segnalazione dell’AGCM è inconferente, riguardando servizi stabilmente e continuativamente svolti su gomma.

Infine, quanto alla durata, il contratto affidato dopo il 3 dicembre 2019 rispetta il limite decennale dell’art. 5, par. 6, Regol. n. 1370/2007. I precedenti affidamenti non rilevano ai sensi dell’art. 8, par. 3, lett. d), ovvero sono riconducibili al regime emergenziale pandemico e all’art. 5, par. 5. L’appello è respinto, con integrale compensazione delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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