Aree a verde pubblico e viabilità restano edificabili ai fini TASI (Cass. civ. Sez. V n. 13462 del 15.05.2024)

Principi di diritto (Massima)
In tema di TASI, l’inclusione di un’area in una zona che il piano regolatore generale destina a verde pubblico attrezzato e viabilità non esclude l’oggettivo carattere edificabile della stessa ai sensi dell’art. 2 d.lgs. n. 504 del 1992. La destinazione impressa dallo strumento urbanistico incide soltanto sulla determinazione del valore venale del bene, da valutare in concreto in base alle specifiche potenzialità edificatorie consentite. La nozione fiscale di edificabilità prescinde dall’effettiva destinazione a cava e dall’attualità dello sfruttamento, restando irrilevante la necessità di un’autorizzazione per l’utilizzo: diversamente si introdurrebbe un’ipotesi di esenzione non prevista dalla legge.

Il Fatto

Una società concessionaria del servizio di accertamento e riscossione della TASI per un Comune notificava a una società un avviso di accertamento per il maggiore tributo dovuto per l’anno 2015, con sanzioni e interessi. L’accertamento riguardava terreni adibiti a cave e alcuni fabbricati, ritenuti dal Comune assoggettabili a imposizione.

La contribuente impugnava l’atto davanti alla Commissione tributaria provinciale, contestando l’assenza del presupposto impositivo per i terreni a destinazione estrattiva, lo stato di abbandono dei fabbricati e l’errore nel calcolo, avendo acquistato i terreni in corso d’anno. La Commissione rigettava parzialmente il ricorso, rideterminando la somma. La Commissione tributaria regionale accoglieva l’appello della contribuente e dichiarava il tributo non dovuto. La concessionaria ricorreva allora per cassazione, censurando la qualificazione delle aree.

La Motivazione della Corte

La Corte respinge anzitutto l’eccezione di giudicato esterno fondata su una precedente pronuncia relativa all’IMU: il rapporto giuridico non è il medesimo, trattandosi di imposta diversa e di differente periodo di imposta. Il giudicato tributario fa stato, nei giudizi relativi a imposte dello stesso tipo e per gli anni successivi, solo per gli elementi costitutivi a carattere tendenzialmente permanente, non quando l’accertamento si fondi su presupposti di fatto mutevoli.

Nel merito, il ricorso è fondato. La Corte ricorda che il presupposto della TASI è il possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, e che la distinzione rileva per i diversi criteri di determinazione della base imponibile. L’edificabilità di un’area, ai fini del criterio del valore venale, si desume dalla qualificazione attribuita dal piano regolatore generale, indipendentemente dall’approvazione regionale e dall’adozione degli strumenti attuativi.

Il principio è consolidato dalle Sezioni Unite n. 25506/2006: il solo avvio della procedura di trasformazione urbanistica fa lievitare il valore venale dell’immobile, senza che la sua mancata attuazione comporti il diritto al rimborso. La nozione fiscale di edificabilità è collegata alla potenzialità edificatoria dell’area secondo gli strumenti urbanistici adottati, restando irrilevante la concreta destinazione a cava.

Non assume rilievo, dunque, la necessità che il proprietario ottenga un’autorizzazione per lo sfruttamento del suolo: come il permesso di costruire non incide sulla natura edificatoria del terreno, così l’autorizzazione all’attività estrattiva non sottrae l’area al regime fiscale proprio dei suoli edificabili. Riconoscere il contrario significherebbe introdurre un’esenzione non prevista dalla legge.

Quanto alle particelle ricadenti in parte in zona agricola e in parte in zona estrattiva, i medesimi principi trovano applicazione. La destinazione a verde pubblico attrezzato non esclude l’oggettiva edificabilità, ma incide soltanto sul valore venale, da accertare in concreto in base alle potenzialità consentite. Il ricorso è quindi accolto, con cassazione della sentenza impugnata nei limiti del motivo accolto e rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado, in diversa composizione, anche per le spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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