Certificazione positiva dei costi del rinnovo contrattuale dirigenza regionale (Corte dei Conti Sez. contr. Trento n. 93 del 19.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nel certificare l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo del personale dirigenziale, verifica l’attendibilità dei costi e la loro compatibilità finanziaria ed economica con gli strumenti di bilancio e le risorse ripartite. La certificazione positiva presuppone che gli oneri complessivi non eccedano il plafond delle risorse stanziate o accantonate e che gli incrementi retributivi trovino adeguata giustificazione nel raffronto con la dinamica dell’indice dei prezzi al consumo. Il giudizio di compatibilità economica si fonda sul confronto tra l’aumento contrattuale a regime e l’andamento dell’indice IPCA, mentre quello finanziario richiede che la copertura sia analiticamente desumibile dai documenti ufficiali di bilancio e confermata dagli organi di revisione.
Il Fatto
La Giunta regionale del Trentino-Alto Adige, con deliberazione n. 235 del 4 dicembre 2024, ha autorizzato la sottoscrizione definitiva dell’ipotesi di accordo siglata il 2 dicembre 2024 per il rinnovo del contratto collettivo dell’area dirigenziale della Regione autonoma e delle CCIATA di Trento e Bolzano, triennio giuridico ed economico 2022-2024. La Segretaria generale ha trasmesso l’ipotesi di accordo e le relazioni di compatibilità alla Sezione di controllo per la prescritta certificazione.
Le direttive negoziali erano state impartite con deliberazione della Giunta regionale n. 200 del 13 novembre 2024 e dalle Giunte camerali. Le risorse per la contrattazione erano state stanziate con la legge regionale n. 2/2024. La questione attiene alla verifica dell’attendibilità delle quantificazioni degli impatti finanziari e delle correlate coperture.
La Motivazione della Corte
La Corte richiama l’art. 2-bis del d.P.R. n. 305/1988, introdotto dall’art. 1 del d.lgs. n. 113/2023, in materia di contratti collettivi del personale, e l’art. 47 del d.lgs. n. 165/2001. Il controllo si articola su due piani: la compatibilità finanziaria con le leggi di bilancio regionali e le risorse ripartite, e la compatibilità economica rispetto all’andamento dei prezzi.
Sul piano finanziario, la Corte esamina le risorse stanziate. Per la Regione ammontano a 34.000,00 euro nel 2022, 60.000,00 euro nel 2023 e 73.000,00 euro nel 2024, a fronte di impieghi inferiori, con un avanzo complessivo di 7.358,19 euro. Per la CCIATA di Trento le risorse superano gli impieghi; per la CCIATA di Bolzano il costo del contratto, nel biennio 2022-2023, eccede le risorse stanziate, ma tale disavanzo — secondo la Corte — non incide sulla compatibilità complessiva del rinnovo 2022-2024.
La Corte applica il criterio dell’art. 7, comma 5, legge regionale n. 3/2000, calcolando la consistenza del personale in servizio al 31 dicembre dell’anno che precede la decorrenza economica. Per la Regione rilevano 5 unità equivalenti al 31 dicembre 2021; per gli enti camerali si considera il numero effettivo di unità per ciascuna annualità.
Sul piano economico, il raffronto tra la dinamica retributiva e l’indice IPCA evidenzia nel biennio 2022-2023 una perdita del potere di acquisto pari a 13,50 punti percentuali, cui si somma l’indice previsionale 2024 dell’1,90%. L’aumento a regime riguarda lo stipendio tabellare incrementato delle percentuali del 5,50% per il 2022, 9,75% per il 2023 e 10,70% per il 2024.
La Corte formula osservazioni per il futuro: i costi e le coperture devono trovare puntuale evidenza nella relazione tecnica predisposta da APRAN, e le risorse accantonate devono essere analiticamente desumibili dai documenti ufficiali di bilancio. Nel complesso i costi non eccedono il plafond disponibile, come confermato dagli organi di revisione, e gli incrementi risultano compatibili. La Sezione dispone quindi la certificazione positiva e la trasmissione della deliberazione agli enti interessati.
Nota della Redazione
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