Controllo concomitante su ritardi e rischio di definanziamento nel collegamento viario Ragusa-Catania (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 22 del 11.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante di cui all’art. 22 del d.l. n. 76/2020, conv. con mod. in legge n. 120/2020, il Collegio accerta le criticità che ostacolano la tempestiva attuazione dell’investimento pubblico e rivolge raccomandazioni ai soggetti titolari dei poteri decisionali. Il ritardo nell’esecuzione dei lavori, attestato da percentuali di avanzamento minime rispetto ai termini contrattuali, integra una criticità di gestione rilevante ai fini del controllo. Il Commissario straordinario e il soggetto attuatore devono esercitare in modo straordinario e continuo i poteri di impulso, vigilanza e adempimento coattivo previsti dai contratti. Il Ministero vigilante è tenuto a garantire un monitoraggio più intenso e continuo sull’avanzamento dei lavori. La risoluzione contrattuale va valutata come extrema ratio, restando preferibile l’attivazione degli strumenti sollecitatori per riallineare l’esecuzione alla disciplina contrattuale.

Il Fatto

Il Collegio del controllo concomitante ha assoggettato a istruttoria l’investimento per il collegamento viario Ragusa-Catania, compreso tra lo svincolo della S.S. 514 di Chiaromonte, la S.S. 115 e lo svincolo con la S.S. 194 Ragusana, opera suddivisa in quattro lotti funzionali del valore complessivo di oltre un miliardo di euro. L’istruttoria, avviata con tre richieste informative e definita dalla relazione conclusiva del magistrato istruttore, ha coinvolto il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Commissario straordinario e il Subcommissario. Dopo il contraddittorio con i soggetti interessati, il Collegio è stato chiamato a valutare la permanenza delle criticità nell’attuazione dell’intervento e l’eventuale ricorso alle conseguenze previste dall’art. 22 del d.l. n. 76/2020.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva che lo stato di attuazione dell’intervento prefigura il mancato rispetto dei termini contrattuali di conclusione dei lavori. A oltre quindici mesi dalla consegna, avvenuta in via d’urgenza, le percentuali di avanzamento risultano per i primi tre lotti intorno all’1% e inferiori al 3% per il quarto lotto, a fronte di una durata contrattuale pari a circa un terzo del termine già decorso. Tale divario è aggravato dai programmi esecutivi dettagliati non approvati dalle direzioni lavori, con slittamenti dei termini di ultimazione fino a undici mesi oltre la scadenza contrattuale.

Sul versante dei soggetti coinvolti, il Collegio ritiene non adeguato l’esercizio delle funzioni di impulso e controllo di ANAS sulle imprese affidatarie. Pur prendendo atto della copiosa corrispondenza intercorsa, richiede un supplemento di esercizio straordinario di tali funzioni, condividendo la valutazione della risoluzione contrattuale come extrema ratio ai sensi dell’art. 9.2 del capitolato speciale.

Quanto al Commissario straordinario, il Collegio prende atto del periodo ultrannuale di vacanza della struttura commissariale, parzialmente sovrapponibile alla fase di avvio dei lavori, ma ritiene che la criticità non sia del tutto superata. La sostanziale continuità del Subcommissario, che ha continuato a esercitare di fatto alcune funzioni e che ha trasmesso la relazione annuale per il 2023, imponeva al nuovo Commissario di acquisire prontamente una situazione aggiornata secondo il principio conoscere per deliberare. Si richiede quindi una ulteriore intensificazione dei poteri intestati ai soggetti commissariali, evitando che il supporto del soggetto attuatore si traduca in una delega in bianco.

Analogamente, il Collegio rileva per il 2023 la mancanza di un adeguato flusso informativo verso il MIT, rappresentativo della reale situazione dei lavori, e ritiene necessaria una più intensa vigilanza attiva della Divisione competente sul soggetto attuatore.

Il Collegio ritiene invece sostanzialmente superata la criticità relativa all’alimentazione dei sistemi di monitoraggio, per le azioni correttive adottate da ANAS, e apprezza l’iniziativa sperimentale della pagina “Info Cantieri”, funzionale al controllo sociale della collettività. Il maggior rischio riguarda il lotto 2, finanziato in via prevalente da fondi POC 2014-2020 con scadenza di erogazione al 31.12.2026, per il possibile definanziamento. Il Collegio accerta le criticità, che allo stato non implicano le conseguenze dell’art. 22 del d.l. n. 76/2020, e raccomanda al Commissario straordinario e al MIT un monitoraggio più intenso, anche semestrale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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