Controllo Corte dei conti su attuazione PNRR e PNC nel 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 59 del 29.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione attribuito alla Corte dei conti dall’art. 100, comma 2, Cost. e disciplinato dall’art. 3, comma 4, legge 14 gennaio 1994, n. 20 si esercita, in materia di PNRR, secondo le modalità speciali previste dall’art. 7, comma 7, d.l. 31 maggio 2021, n. 77, convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. In deroga alla cadenza annuale, la Corte riferisce almeno semestralmente al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano. Il controllo si informa a criteri di cooperazione e coordinamento con la Corte dei conti europea, ai sensi dell’art. 287, par. 3, TFUE, e si svolge mediante valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse finanziarie. L’esercizio del controllo non si esaurisce nella verifica formale degli adempimenti, ma investe la capacità di governance delle amministrazioni titolari rispetto al conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del Piano.

Il Fatto

Con deliberazione n. 7/2023/G la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha approvato il quadro programmatico dei controlli sull’attuazione del PNRR e del correlato PNC. Il rapporto in esame costituisce il quarto di una serie e sintetizza le istruttorie svolte nel corso del II semestre 2023, con aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2023.

L’attività ha riguardato 50 investimenti e 1 riforma di PNRR, oltre a 6 iniziative del PNC. Sono state riesaminate 29 misure già oggetto di controllo nel I semestre e 27 iniziative esaminate nel 2022, per monitorarne l’avanzamento finanziario, fisico e procedurale. La relazione è stata approvata dai Collegi congiunti e trasmessa alle Presidenze delle Camere, alla Presidenza del Consiglio, al Ministro dell’economia e delle finanze e alla Corte dei conti europea.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro finanziario dei Piani. A seguito della modifica approvata con decisione di esecuzione del Consiglio europeo dell’8 dicembre 2023, il PNRR è stato rideterminato in 194,42 miliardi di euro, con l’introduzione del capitolo REPowerEU per 11,18 miliardi e il de-finanziamento di alcune iniziative. Al PNC sono destinati 30,62 miliardi, per un totale di 225,04 miliardi.

Il metodo seguito è quello del controllo sulla capacità di governance delle amministrazioni titolari. Le istruttorie si sono basate sui dati delle banche dati in uso alla Corte, segnatamente ReGiS, su fonti aperte e sulla documentazione fornita dalle amministrazioni. L’area di osservazione complessiva è pari a 51,25 miliardi, ossia il 22,77 per cento delle risorse dei due Piani.

Dall’esame delle singole missioni emergono esiti differenziati. Talune misure risultano in linea con il cronoprogramma: è il caso del Portale unico del reclutamento, i cui obiettivi risultano conseguiti e il budget pienamente utilizzato; della misura Polis, i cui lavori procedono secondo i tempi; del Rafforzamento Smart Grid, con tutti i progetti avviati; della riduzione dell’arretrato della giustizia amministrativa, conseguita in anticipo. La Sezione segnala in tali casi l’esigenza di proseguire nel monitoraggio e di assicurare la sostenibilità degli interventi oltre le scadenze del Piano.

Su altre misure la Corte rileva criticità. Per le Infrastrutture digitali, nessuna amministrazione ha ancora migrato servizi al Polo Strategico Nazionale, essendo in via di ultimazione i piani di migrazione; pende il contenzioso sulla gara. Per il Servizio civile digitale e la Rete di facilitazione digitale si registrano ritardi nell’esecuzione del contratto con il RTI affidatario e, per la seconda, l’attivazione di soli 504 centri su 1800. La misura Isole minori collegate ha ottenuto lo slittamento del target al 2024 per difficoltà nelle tratte a terra. La digitalizzazione SUAP e SUE evidenzia la traslazione della spesa e la complessità del raccordo tra milestone e sub-investimenti.

Quanto alle misure in uscita dal Piano, la promozione di impianti innovativi è stata eliminata senza movimentazioni finanziarie; l’investimento sulla resilienza e efficienza energetica dei comuni è stato stralciato per 6 miliardi, con trasferimento delle opere su fondi nazionali e possibili ricadute sulle semplificazioni procedurali. La Corte raccomanda alle amministrazioni di intensificare l’attività di assistenza ai soggetti attuatori e di presidiare il rispetto della quota Sud del 40 per cento.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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