Controllo sulla gestione finanziaria dell’Agenzia del Demanio per il 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 122 del 11.10.2024)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti alla vigilanza della Corte dei conti ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, la Sezione riferisce alle Presidenze delle due Camere, a norma dell’art. 7 della stessa legge, il risultato del controllo eseguito sul bilancio dell’esercizio. Nell’esercizio del controllo, la Sezione rileva le irregolarità contabili e invita l’ente ad adeguare i propri criteri di allocazione delle voci di costo, senza adottare misure sanzionatorie o di gestione. Il controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici economici non si traduce in un giudizio su massime di diritto, ma in una relazione tecnico-contabile trasmessa al Parlamento.
Il Fatto
Con la determinazione in esame, la Sezione del controllo sugli enti ha riferito al Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Agenzia del Demanio per l’esercizio 2022, in conformità ai poteri ad essa attribuiti dall’art. 12 della legge n. 259 del 1958.
L’Ente, sottoposto all’alta vigilanza e agli indirizzi del Ministero dell’economia e delle finanze, è un ente pubblico economico che gestisce, razionalizza e valorizza il patrimonio immobiliare dello Stato. La verifica ha riguardato il bilancio d’esercizio, corredato dalle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione, e le vicende di maggior rilievo intervenute successivamente.
La Motivazione della Corte
Il controllo è stato svolto secondo le modalità di cui all’art. 12 della legge n. 259 del 1958. La Sezione ha esaminato gli atti, ha udito il relatore e, sulla sua proposta, ha deliberato la relazione da comunicare alle Presidenze delle due Camere unitamente al bilancio e alle relazioni degli organi dell’Ente, ai sensi dell’art. 7 della medesima legge.
Sotto il profilo organizzativo, la Sezione ha rilevato che nel 2022 è proseguito il processo di riorganizzazione della macrostruttura, improntato al decentramento di responsabilità, con l’istituzione di due nuove strutture centrali, tra cui la struttura per la progettazione prevista dall’art. 1, commi 162-170, della legge n. 145 del 2018, la quale ha assunto rilievo strategico crescente anche per l’attuazione degli obiettivi del PNRR.
Quanto agli organi, la Corte ha accertato che i compensi attribuiti ai membri del Comitato di gestione, del Collegio dei revisori e al Direttore ammontano complessivamente a euro 329.610. Di essi, euro 240.000 riguardano il compenso annuo del Direttore, che l’Agenzia impropriamente contabilizza tra le spese di personale. La Sezione ha quindi invitato l’Ente ad allocare, per i futuri esercizi, tale voce di costo all’interno di quella relativa agli organi sociali e di controllo.
Sotto il profilo economico-patrimoniale, la Sezione ha verificato che l’esercizio 2022 si è chiuso con un utile di euro 1.247.271 (in aumento rispetto agli euro 319.161 del 2021), che il valore della produzione è pari a euro 503.477.922 e che i costi della produzione ammontano a euro 497.036.889. È stato segnalato un marcato incremento del costo del personale, pari al 16,2 per cento, assestatosi su euro 80.000.456.
La Sezione ha inoltre esaminato la gestione dei beni congelati ai sensi del d.lgs. n. 109 del 2007, a seguito delle misure restrittive adottate in relazione al conflitto in Ucraina, rilevando che il Mef ha complessivamente assegnato all’Agenzia euro 42,8 milioni e che al 31 marzo 2024 risultano pagati circa 36,6 milioni. La Corte ha dato atto degli adempimenti di finanza pubblica, con il versamento di euro 146.052 sul pertinente capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, e ha riscontrato l’osservanza degli obblighi in materia di anticorruzione e trasparenza.
Nota della Redazione
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