Controllo Corte dei conti su gestione finanziaria Fondazione Biennale Venezia (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 134 del 29.10.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a vigilanza si estende alla verifica degli equilibri economici e patrimoniali e alla loro sostenibilità nel tempo. L’interruzione del modello di alternanza dei risultati, con il conseguimento di un avanzo per il secondo esercizio consecutivo, non esaurisce di per sé il giudizio di regolarità: rilevano la qualità dei ricavi, il grado di copertura dei costi di produzione con risorse proprie e l’incidenza dei contributi pubblici. La crescita delle disponibilità liquide e dei debiti va letta alla luce dell’anticipazione di fondi PNC, che costituiscono acconti e non ricavi definitivi. Il controllo riferisce al Parlamento il risultato della gestione, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259/1958, senza proprie statuizioni di condanna.

Il Fatto

La Fondazione La Biennale di Venezia è istituto di cultura di preminente interesse nazionale, senza fini di lucro, sottoposto alla vigilanza del Ministero della cultura, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze. L’ente è soggetto al controllo della Corte dei conti in forza del d.P.R. 20 luglio 1961 ed è ricompreso nell’elenco delle amministrazioni pubbliche del conto consolidato dello Stato.

Con il d.P.R. 20 luglio 1961 l’ente autonomo è stato sottoposto al controllo; la trasformazione in soggetto di diritto privato è avvenuta con il d.lgs. n. 19/1998, mentre la costituzione in Fondazione risale al d.lgs. n. 1/2004. La Sezione riferisce al Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’esercizio 2022, esaminando organi, personale, risorse, attività contrattuale, progetti PNC e bilancio.

La Motivazione della Corte

La Corte muove dalla constatazione che i positivi risultati conseguiti già dal 2021 hanno interrotto l’alternanza di esiti di bilancio che vedeva l’ente in perdita nell’anno della Mostra di architettura e in attivo nel successivo anno dell’Esposizione d’arte. L’avanzo del 2022 si deve a ricavi superiori alle previsioni, per maggiori introiti da biglietteria e sponsorizzazioni e per maggiore contribuzione statale, oltre che a una politica di contenimento dei costi.

L’analisi delle risorse finanziarie mostra il progressivo rafforzamento dell’autofinanziamento: l’incidenza dei ricavi propri sul valore della produzione passa dal 19,5 per cento del 2020 al 38,4 per cento del 2021 e al 47,7 per cento del 2022. La copertura dei costi di produzione con ricavi da vendite e prestazioni sale al 59,5 per cento, contro il 44,9 per cento dell’esercizio precedente; includendo i finanziamenti privati, la percentuale raggiunge il 65,8 per cento.

La Corte esamina poi la composizione dei contributi: quelli pubblici in conto esercizio ammontano a 33,33 milioni, con un incremento del 22,81 per cento sul 2021 e un’incidenza del 45,8 per cento sul valore della produzione. Il rapporto tra ricavi propri e totale dei contributi passa dal 26,32 per cento del 2020 al 95,89 per cento del 2022, segno di una ritrovata capacità di autofinanziamento paragonabile al peso dei trasferimenti.

Sul piano patrimoniale, il patrimonio netto raggiunge 59,89 milioni, con un aumento di 13,83 milioni per effetto dell’avanzo di esercizio, mentre le disponibilità liquide salgono a 39,01 milioni. La Corte dà conto dell’incremento dei debiti a 31,79 milioni, dovuto in massima parte ad acconti a valere sul fondo complementare PNC per 16,96 milioni. L’esercizio si chiude con un avanzo di 13,83 milioni, in miglioramento di 7,08 milioni sul 2021.

Con riferimento ai progetti finanziati dal PNC, la Corte rileva che al 31 dicembre 2023 tutti i lavori risultano affidati, ad eccezione di un intervento sull’ingresso dell’area Giardini. La Corte riferisce quindi al Parlamento il risultato del controllo, comunicando il bilancio e la relazione alle Presidenze delle due Camere ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259/1958.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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