Controllo sulla gestione finanziaria dell’ENPACL per l’esercizio 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 2024 del 06.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 259 del 1958, non si esaurisce nella verifica della regolarità contabile, ma investe l’equilibrio di medio-lungo periodo della gestione caratteristica. L’ente è tenuto a garantire la corrispondenza tendenziale tra contribuzioni e prestazioni, poiché il ricorso al patrimonio per la copertura delle prestazioni è ammesso solo in funzione strumentale e non può tradursi in depauperamento delle riserve. Ne discende un obbligo di massimo contenimento e massima efficienza dei costi di gestione, che gravano sulle contribuzioni degli iscritti, e un dovere di prudenza nella politica di investimento, non conciliabile con l’impiego del risparmio previdenziale in attività ad alto rischio-rendimento.

Il Fatto

La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato il bilancio di esercizio 2023 dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, unitamente alle relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci.

Il referto riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’esercizio, estendendo l’esame ad alcune vicende di maggior rilievo intervenute successivamente, e si conclude con una serie di raccomandazioni rivolte agli organi dell’Ente.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto la cornice ordinamentale dell’Ente, associazione senza scopo di lucro con personalità giuridica di diritto privato ai sensi dell’art. 1, comma 32, della legge n. 537 del 1993 e del d.lgs. n. 509 del 1994, sottoposta alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze. Il sistema finanziario è a ripartizione, con calcolo contributivo delle prestazioni, e la gestione deve assicurare l’equilibrio di bilancio secondo le indicazioni del bilancio tecnico.

Sul piano della gestione previdenziale, il gettito contributivo del 2023 ammonta a 258.655.952 euro, in aumento del 6,3 per cento, a fronte di prestazioni per 164.884.366 euro. Il rapporto tra contributi utili e spese pensionistiche IVS scende a 1,42 e l’incidenza delle prestazioni sulle entrate contributive risale al 63,75 per cento. La Corte collega questi dati alla flessione degli iscritti (25.265, con diminuzione di 63 unità) e alla crescita del numero dei pensionati, rilevando la riduzione dell’indice demografico.

La Corte esamina poi i costi: gli oneri per organi scendono a 1.115.699 euro, il costo del personale sale a 7.642.472 euro, mentre i compensi professionali crescono a 1.587.241 euro, soprattutto per le spese legali legate al recupero dei crediti contributivi. Su questo punto richiama l’esigenza di contenimento dei costi per consulenze mediante il ricorso a risorse interne.

Quanto alla gestione patrimoniale, il portafoglio è pari a 1.465,41 milioni a valori di bilancio, con una redditività lorda del 2,31 per cento. La Corte rinnova la raccomandazione alla prudenza, con particolare riguardo ai fondi alternativi illiquidi e alle partecipazioni: la controllata Teleconsul Editore s.p.a. chiude il 2023 con una perdita di 5.467.838 euro, e si sottolinea come gli obiettivi pianificati non siano stati in precedenza raggiunti. Sul fronte dei crediti verso gli iscritti, pari a 216.673.426 euro, si raccomandano misure incisive di riscossione per evitare rischi di prescrizione.

Il confronto con il bilancio tecnico evidenzia risultati migliori delle previsioni: l’avanzo economico raggiunge 99.622.572 euro a fronte degli attesi 78,2 milioni, e il patrimonio netto sale a 1.632.787.564 euro. La Corte conclude ribadendo la necessità di perseguire un equilibrio di lungo termine della gestione caratteristica e di vigilare sul riscontro dei risultati attesi, secondo la logica del massimo contenimento e della massima efficienza affermata dalla sentenza n. 7 del 2017 della Consulta.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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