Controllo sulla gestione finanziaria del Formez PA per l’esercizio 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 141 del 29.10.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il Formez PA, benché formalmente qualificato come associazione riconosciuta di diritto privato, rientra tra le amministrazioni pubbliche in quanto associazione di pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001. Esso è organismo in house della Presidenza del Consiglio dei ministri e degli associati. Da tale qualifica discende l’obbligo di puntuale osservanza della normativa in materia di affidamenti di incarichi e di contenimento della spesa. Il costante incremento delle consulenze esterne, accompagnato dalla crescita del costo del personale interno, integra una criticità che la Sezione di controllo sottopone all’attenzione degli organi dell’ente. Il protrarsi della gestione commissariale non è connaturale alla ratio dell’istituto.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, il risultato del controllo sulla gestione finanziaria del Formez PA per l’esercizio 2022. Il referto esamina il quadro normativo dell’ente, gli organi, le risorse umane e i compensi, la spending review, i controlli, l’attività negoziale e il PNRR, le partecipazioni, il contenzioso e i risultati contabili.

Il bilancio 2022 si chiude con un avanzo di euro 2.613.162, in diminuzione del 35,4 per cento rispetto all’esercizio precedente. La Corte rileva incrementi del costo del personale e delle consulenze esterne, e una nuova gestione commissariale disposta nel 2023.

La Motivazione della Corte

La Sezione muove dalla qualificazione giuridica dell’ente. Il Formez PA è associazione riconosciuta di diritto privato disciplinata dal d.lgs. n. 6 del 2010. Tuttavia, l’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001 ricomprende tra le amministrazioni pubbliche anche le associazioni tra esse. Lo statuto conferma la qualifica di organismo in house della Presidenza del Consiglio dei ministri e degli associati, con conseguente applicazione della relativa disciplina.

Sul piano degli organi, la Corte osserva che l’ente ha istituito figure non previste dalla normativa primaria, quali il Vicepresidente e il Vicedirettore generale, con compensi che di fatto rafforzano il costo degli organi. I compensi e gli oneri per gli organi di amministrazione e di controllo, al netto dei rimborsi spese, ammontano a euro 393.763, in aumento del 22,4 per cento rispetto all’esercizio precedente.

Quanto al personale, il costo complessivo passa da euro 17.742.728 a euro 21.154.209, con una variazione in incremento del 19,2 per cento. Le consulenze e collaborazioni salgono a euro 59.446.988, a fronte di euro 48.323.202 del 2021. La Corte rileva che l’incremento delle collaborazioni esterne si accompagna a un ulteriore incremento del costo del personale interno, evidenziando criticità attenzionate anche dal Collegio dei revisori. Il Collegio aveva segnalato il rischio di procedure di spesa non completamente coerenti con il quadro normativo vigente e potenzialmente generatrici di responsabilità.

La Sezione raccomanda pertanto la puntuale osservanza della normativa in materia di affidamenti di incarichi, anche in considerazione della qualifica di organismo in house, riservandosi approfondimenti in occasione del prossimo referto. Sul fronte contabile, rileva il mancato rispetto dell’invito, già formulato in precedenza, ad adottare il conto consuntivo in termini di cassa ai sensi del d.m. 27 marzo 2013 e del d.lgs. n. 91 del 2011.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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