Controllo sulla gestione finanziaria di PagoPA nel 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 51 del 09.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti al proprio esame ai sensi dell’art. 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259, riferisce al Parlamento il risultato del controllo e formula le proprie raccomandazioni all’organo amministrativo. Nel caso di una società partecipata statale amministrata da un Amministratore unico, l’assenza di un Consiglio di amministrazione non esonera dalla predisposizione di misure procedimentali idonee ad assicurare l’effettivo esercizio della funzione di controllo del magistrato delegato e la trasparenza del processo decisionale. Nello svolgimento dell’attività negoziale, il confronto di più offerte e la valutazione di congruità del prezzo costituiscono presidi di economicità dell’azione amministrativa, con obbligo di formalizzare le motivazioni sottese alla comparazione. La gestione di linee di business a forte espansione, caratterizzate da un ciclo di fatturazione anticipato rispetto ai costi, richiede infine un attento monitoraggio del rischio di squilibri di cassa.

Il Fatto

La Società, partecipata statale operante nel settore dell’innovazione digitale, è stata assoggettata al controllo della Corte dei conti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 gennaio 2020. Il bilancio di esercizio relativo al 2023, corredato delle relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, è stato trasmesso alla Corte in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, insieme al conto consuntivo.

La Sezione ha quindi esaminato la gestione finanziaria dell’esercizio 2023, con cenni sugli eventi di maggiore rilievo verificatisi successivamente, e ha riferito alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito.

La Motivazione della Corte

Sul piano ordinamentale, la Sezione ricostruisce la natura giuridica della Società, il cui capitale è detenuto dallo azionista unico Ministero dell’economia e delle finanze, e ne individua i compiti per legge e per statuto: sviluppo e gestione della piattaforma PagoPA, del punto di accesso di cui all’art. 64-bis del d.lgs. n. 82 del 2005, della Piattaforma digitale nazionale dati e della piattaforma per le notifiche digitali.

Sul modello organizzativo, la Corte rileva che la scelta dell’Amministratore unico, in assenza di un Consiglio di amministrazione, si pone in tensione con l’esigenza di un effettivo esercizio della funzione di controllo demandata al magistrato delegato. La Sezione invita pertanto la Società all’adozione di misure procedimentali volte a consentire il controllo e la trasparenza dell’intero processo decisionale già nella fase di adozione delle determinazioni gestionali.

In materia di attività negoziale, la Corte esamina un campione di contratti conclusi mediante affidamento diretto ed evidenzia profili di miglioramento. Tra questi, la mancata predisposizione di un capitolato omogeneo per la comparazione dei preventivi, la scelta del preventivo più costoso in tre casi senza formalizzazione delle ragioni qualitative, e la previsione di servizi accessori attivabili entro plafond che talvolta superano il prezzo del servizio iniziale senza confronto con altre offerte. La Sezione richiama l’esigenza di esplicitare le motivazioni della comparazione, in conformità ai principi di trasparenza e imparzialità.

Con riferimento alla piattaforma delle notifiche digitali, la Corte raccomanda di monitorare il ciclo di fatturazione predisposto, volto a consentire al flusso di ricavi di anticipare i costi, allo scopo di prevenire e intercettare tempestivamente eventuali rischi di squilibri di cassa. La Sezione segnala, inoltre, l’ampiezza della linea di business, che porterà quasi al raddoppio della dimensione dei ricavi e dei costi.

Sul piano economico-patrimoniale, la Corte dà atto dell’andamento in crescita della gestione: l’esercizio 2023 si chiude con un utile di 7,38 mln, il patrimonio netto sale a 16,63 mln e l’attivo patrimoniale passa da 60,98 mln a 81,99 mln. La Corte riferisce infine che la Società ha contribuito alla realizzazione di progetti del Pnrr, in relazione ai quali risultano finora raggiunti tutti gli obiettivi previsti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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