Controllo finanziario sulla Stazione zoologica Anton Dohrn: disavanzo e sostenibilità della spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 155 del 17.12.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici sottoposti a referto, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, non si esaurisce nella verifica della regolarità formale del bilancio, ma investe la sostenibilità nel medio e lungo periodo degli aggregati di spesa. La perdita di esercizio, la contrazione delle disponibilità liquide e la crescita dei costi rigidi impongono all’ente una valutazione prudenziale delle politiche di espansione delle strutture e del personale. La copertura del disavanzo mediante l’utilizzo di riserve vincolate a progetti specifici è ammissibile solo se supportata da elementi dimostrativi che ne attestino l’effettiva disponibilità. La mancata o inadeguata svalutazione dei crediti iscritti nell’attivo patrimoniale costituisce rilievo rilevante, ove incida sulla rappresentazione veritiera della situazione patrimoniale ed economica.

Il Fatto

La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato il bilancio dell’esercizio 2022 della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, ente nazionale di ricerca sottoposto dal 2020 alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca. Il referto riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria, dando conto delle vicende di maggior rilievo intervenute successivamente.

L’esercizio si chiude con un disavanzo economico di quasi 4 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto al risultato positivo dell’esercizio precedente, con costi della produzione in crescita del 21,8 per cento. Il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole al bilancio, formulando tuttavia rilievi sulla copertura del risultato negativo, sull’azzeramento del fondo rischi e oneri e sulla congruità del fondo svalutazione crediti.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro normativo e organizzativo dell’ente, soffermandosi sulle vicende statutarie e sul contenzioso amministrativo che ha inciso sulla composizione degli organi. Rileva che il prolungamento del mandato del Presidente, disposto in via ministeriale, appariva in contrasto con la previsione statutaria della durata quadriennale dell’incarico. Sui compensi degli organi, la materia è stata incisa dal d.p.c.m. n. 143 del 2022, con rideterminazioni che hanno dato luogo a dubbi applicativi, non ancora risolti, segnalati anche dall’organo di revisione.

Il nucleo del referto riguarda la gestione finanziaria. La Corte rileva che la spesa per il personale è passata da 11,1 milioni nel 2019 a 18,4 milioni nel 2022, con una crescita del 65,4 per cento, riconducibile alle politiche di reclutamento programmate e solo in parte attuate. L’aggregato è intrinsecamente rigido e destinato a incidere ulteriormente sugli equilibri futuri. Analoga preoccupazione è espressa per il costo delle sedi territoriali, rispetto alle quali la Sezione rinnova l’invito a una valutazione rigorosa dei costi diretti e indiretti e della loro indispensabilità rispetto alle finalità istituzionali.

La Sezione esamina poi lo stato patrimoniale e il conto economico. I crediti verso lo Stato e altri soggetti pubblici passano da 46,7 a 73,8 milioni, con un valore quadruplicato nell’arco di cinque esercizi. La Corte condivide i rilievi del Collegio dei revisori: la documentazione integrativa non consente una verifica completa dell’attualità e attendibilità delle poste, la determinazione del grado di esigibilità dei crediti non è sufficientemente motivata e le operazioni di circolarizzazione sono state avviate tardivamente e senza riscontro. L’attuale consistenza del fondo svalutazione crediti potrebbe non garantire la copertura di potenziali perdite.

Quanto alla copertura del disavanzo, l’ente ha utilizzato gli avanzi economici pregressi e l’eccedenza delle riserve vincolate a progetti finanziati dal FOE e non più attuabili, destinandoli a riserva disponibile. Il Collegio dei revisori ha rilevato che non emergevano elementi dimostrativi in ordine alla disponibilità di tali riserve, essendo le stesse precedentemente vincolate a progetti specifici riferiti ad anni pregressi. La Corte richiama i rilievi dell’organo di controllo e raccomanda la pronta ricostituzione del fondo rischi e oneri.

Il rendiconto finanziario registra, per il quarto anno consecutivo, un saldo di cassa negativo. La Sezione sottolinea come le entrate in conto capitale non registrino alcun trasferimento e come l’incremento delle entrate correnti non compensi la crescita delle spese. Il Collegio dei revisori ha attestato il rispetto delle singole norme di contenimento della spesa.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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