Vincolo 40% al Mezzogiorno per dottorati innovativi PNRR non regge in concessione (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 21 del 06.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione delle risorse del PNRR, la Corte dei conti verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Il vincolo di destinazione territoriale del 40% delle risorse alle regioni del Mezzogiorno, previsto dall’art. 2, comma 6-bis, d.l. n. 77/2021, va rispettato non solo in fase programmatoria, ma anche all’esito dei provvedimenti di concessione del finanziamento. Il mero dato della destinazione programmata non è sufficiente se poi, per rinunce ed esclusioni non compensate da subentro, la quota effettivamente attribuita si colloca sensibilmente al di sotto della soglia. La mancata saturazione dell’offerta di percorsi di dottorato da parte delle università meridionali per carenza di domande degli studenti impone all’amministrazione una rigorosa programmazione e l’adozione di misure idonee a superare le difficoltà emerse.
Il Fatto
Il rapporto esamina lo stato di avanzamento dell’investimento I.3.3-3 della Componente 2, Missione 4, del PNRR, dedicato all’introduzione di dottorati innovativi rispondenti ai fabbisogni di innovazione delle imprese e all’assunzione dei ricercatori da parte delle imprese. La Sezione aveva già approvato un primo rapporto sullo stesso investimento e un rapporto sul relativo stato di avanzamento al 31 dicembre 2022. L’analisi odierna fotografa la situazione al 31 dicembre 2023 e verifica le misure adottate dalle amministrazioni in adesione alle osservazioni conclusive formulate nelle deliberazioni precedenti.
Il decreto del MEF del 6 agosto 2021 ha assegnato al Ministero dell’università e della ricerca, quale titolare dell’investimento, 0,6 miliardi di euro. La revisione del PNRR, approvata dalla Commissione europea nel novembre 2023 e recepita nel dicembre 2023, ha sostituito il target originario di 15.000 borse entro il 31 dicembre 2024 con quello di almeno 6.000 borse entro il quarto trimestre 2024.
La Motivazione della Corte
Le risorse sono ripartite tra 0,45 miliardi destinati a 15.000 borse di studio triennali e 0,15 miliardi destinati a 20.000 borsisti o ricercatori assunti da enti privati. Il costo unitario di una borsa è di 60.000 euro per il triennio, di cui 30.000 a carico dell’impresa partner. Le risorse assegnate devono rispettare il vincolo di destinazione del 40% alle regioni del Mezzogiorno, in coerenza con l’art. 2, comma 6-bis, d.l. n. 77/2021.
Il punto critico riguarda proprio quel vincolo. L’amministrazione ha comunicato di averlo rispettato in fase di assegnazione alle università e agli istituti universitari. Il vincolo, tuttavia, non risulta rispettato all’esito dei provvedimenti di concessione del finanziamento, delle rinunce senza possibilità di subentro e delle esclusioni comunicate dai soggetti attuatori. Per il XXXVIII ciclo i decreti di concessione attribuiscono al Mezzogiorno 491 borse, pari al 28,7% del totale di 1.708. Per il XXXIX ciclo la quota meridionale scende al 29,2%, con 498 borse su 1.708.
La stessa amministrazione ha chiarito la ragione dello scostamento: le università meridionali, pur destinatarie del 40% delle risorse, non sono riuscite a saturare l’intera offerta di percorsi di dottorato disponibile, per carenza di domande da parte degli studenti. La Corte non si limita a registrare il dato, ma ne trae una conseguenza in termini di programmazione.
Il quadro dell’avanzamento finanziario è disomogeneo. Per il decreto n. 352/2022 risultano erogate in anticipazione, alla data del 31 dicembre 2023, risorse per 2.010.000 euro. Per il decreto n. 117/2023 non risulta erogata alcuna somma, non essendo pervenuta alcuna richiesta di anticipo. Il monitoraggio intermedio, svolto nei mesi di luglio e ottobre 2023 sulla reportistica semestrale, ha registrato 4.681 report per 350 progetti monitorati.
Il dato che genera preoccupazione è il numero di borse concesse alla data del 31 dicembre 2023: 3.416, a fronte di un target ridotto di almeno 6.000. Nonostante la riduzione del numero di borse da assegnare, la Corte ritiene che il raggiungimento dell’obiettivo richieda una rigorosa programmazione e l’adozione di idonee misure finalizzate a superare le difficoltà emerse in passato, anche attraverso l’avvio della nuova finestra di finanziamento per il XXXIX ciclo relativa all’anno accademico 2024/2025.
Nota della Redazione
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