Emolumento agli uffici di staff regionali: atti restituiti (Corte cost. n. 165/2025)
La decisione. La Corte costituzionale ha ordinato la restituzione degli atti alla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Campania. Non ha deciso se le norme regionali contestate siano legittime o illegittime: la questione torna al giudice che l’aveva sollevata.
Il giudizio in cui nasce la questione. La Corte dei conti stava esaminando il rendiconto generale della Regione Campania per l’esercizio 2023, nel giudizio di parificazione. In quella sede ha dubitato della legittimita’ dell’articolo 23, commi 12-ter e 12-quater, della legge della Regione Campania n. 1 del 2012, aggiunti nel 2021. Queste norme prevedono, per il personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione degli organi politici del Consiglio regionale, un unico emolumento onnicomprensivo che sostituisce tutte le voci del trattamento economico accessorio, compresi i compensi per la produttivita’, il lavoro straordinario e ogni altra indennita’ di funzione. La determinazione dell’importo e delle modalita’ di erogazione e’ affidata all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.
Il dubbio sollevato. Secondo la Corte dei conti, fino al 23 aprile 2023 il trattamento economico accessorio dei dipendenti regionali poteva essere disciplinato solo dalla legge statale, dal codice civile e dalla contrattazione collettiva. Una legge regionale che lo regola invaderebbe quindi la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile. L’ordinanza segnalava anche un aumento della spesa corrente: nel triennio erano stati erogati 7.492.565,56 euro, a fronte di un’autorizzazione regionale di spesa di 5.900.000 euro.
La ragione della restituzione. Dopo l’ordinanza di rimessione e’ entrata in vigore una nuova norma statale, l’articolo 8, comma 3, del decreto-legge n. 25 del 2025, convertito in legge. Essa fa salvi gli atti e i provvedimenti adottati dalle regioni in adeguamento al decreto legislativo n. 165 del 2001, insieme agli effetti prodotti e ai rapporti giuridici sorti sulla loro base. La Corte la qualifica come legge di sanatoria e osserva che il legislatore puo’ adottarla. La sua ampiezza comprende anche le delibere dell’Ufficio di presidenza del 29 aprile 2021, che avevano fissato l’ammontare dell’emolumento. Il quadro normativo di riferimento e’ percio’ mutato in modo sostanziale.
Cosa accade adesso. Spetta alla Corte dei conti rivalutare, su questa base, la legittimita’ delle imputazioni contabili della Regione Campania per il 2023 e verificare se i dubbi di costituzionalita’ permangano. Se li ritiene ancora fondati, potra’ sollevare di nuovo la questione. La Corte ha inoltre ribadito l’inammissibilita’ dell’intervento del Procuratore generale della Corte dei conti, per le ragioni indicate in un’ordinanza letta in udienza e allegata alla sentenza. Sul merito delle norme regionali non c’e’ alcuna decisione.
Visualizza il provvedimento ufficiale: https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2025/165