Esito negativo della messa alla prova: il decreto penale opposto non rivive (Cass. pen. n. 40/2026)
Revocata la messa alla prova concessa in sede di opposizione, il giudice deve disporre il giudizio immediato, non l’esecutività del decreto penale.
Revocata la messa alla prova concessa in sede di opposizione, il giudice deve disporre il giudizio immediato, non l’esecutività del decreto penale.
La Cassazione chiarisce che il reato di cui all’art. 316-ter c.p., in caso di crediti fiscali ceduti, si consuma nel luogo in cui il cessionario utilizza il credito in compensazione.
La Cassazione conferma la legittimità del sequestro preventivo dell’area demaniale oggetto di occupazione abusiva, ritenendo obbligatoria la declaratoria di decadenza in presenza di variazione sostanziale non autorizzata.
La Cassazione conferma la legittimità degli arresti domiciliari per estorsione aggravata, ritenendo sussistenti i gravi indizi, l’aggravante delle più persone riunite e il pericolo di recidiva, dichiarando inammissibile il ricorso.
La Cassazione chiarisce che la riserva di costituzione di parte civile vale come querela e che nel riesame cautelare il giudice deve valutare globalmente il compendio indiziario.
In tema di rito abbreviato, l’acquisizione degli atti di investigazione difensiva è preclusa se la produzione è tardiva rispetto all’opzione sul rito; la doppia conforme di merito, fondata sulla valutazione di attendibilità della persona offesa, si sottrae al sindacato di legittimità.
La rinuncia ai motivi di appello nell’accordo ex art. 599-bis c.p.p. è irrevocabile; il giudice non può negare la pena sostitutiva sulla base di precedenti automaticamente, ma deve svolgere una prognosi personologica.
In tema di omicidio aggravato dallo stalking, la Cassazione chiarisce i limiti all’appello del PM ex art. 593 c.p.p. e i presupposti dell’aggravante ex art. 576, n. 5.1, cod. pen.
La Cassazione annulla senza rinvio per difetto della condizione di procedibilità, a seguito della modifica dell’art. 624 cod. pen. che ha reso il furto pluriaggravato punibile a querela.
La richiesta di sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità implica la rinuncia alla sospensione condizionale; il giudice deve esaminarla nel merito.
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