Corretto utilizzo delle risorse del Fondo per la cultura (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 43 del 13.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione del Fondo per la cultura, istituito dall’art. 184 del decreto-legge n. 34/2020, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi legislativi e la corretta destinazione delle risorse. Le risorse assegnate al comparto dei contributi in conto interessi e garanzia, trasferite all’Istituto per il Credito Sportivo in gestione separata, restano vincolate alla loro specifica finalizzazione e non possono essere distolte. L’allocazione delle somme su capitoli di parte corrente, privi di gestione dei residui di stanziamento, impone l’assunzione degli impegni entro l’esercizio di riferimento, con il rischio di economie di bilancio e di mancato utilizzo integrale delle risorse. Le riduzioni di spesa disposte dalla revisione della spesa incidono sulla capacità di scorrimento delle graduatorie e sulla conclusione degli interventi. Il monitoraggio tramite applicativo informatico e i flussi di interoperabilità tra banche dati pubbliche costituiscono strumenti essenziali per l’effettivo controllo sull’avanzamento dei progetti.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha condotto l’indagine sul Fondo per la cultura, dotato inizialmente di 50 milioni di euro per il 2020 e successivamente incrementato fino a 93 milioni, di cui 58 milioni destinati a tutela, conservazione, restauro e digitalizzazione e 35 milioni alla concessione di contributi in conto interessi e garanzie. La gestione è stata affidata in parte alla Digital Library, in parte al capitolo 2064 del Ministero della cultura, e in parte all’Istituto per il Credito Sportivo, in gestione separata.

L’indagine ha esaminato il corretto utilizzo delle risorse e la loro destinazione conforme alle intenzioni del legislatore, attraverso interlocuzione con il Ministero della cultura, l’Istituto per il Credito Sportivo e l’acquisizione di dati contabili. La questione riguarda il rispetto dei vincoli normativi imposti dal decreto interministeriale n. 546 del 2020 e la verifica dell’efficienza nell’impiego del fondo.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce il quadro normativo di riferimento, evidenziando che l’art. 1, comma 2, lett. a) del decreto interministeriale n. 546/2020 ha destinato 30 milioni al contributo soggetto a rendicontazione, erogato tramite bando pubblico, mentre 20 milioni sono stati destinati al comparto gestito dall’Istituto per il Credito Sportivo per la concessione di contributi in conto interessi e garanzie. I successivi rifinanziamenti hanno portato la dotazione complessiva a 93 milioni.

L’analisi del quadro finanziario rileva che l’allocazione delle risorse su un capitolo di parte corrente ha reso impossibile la gestione dei residui di stanziamento. Ciò ha imposto l’assunzione degli impegni entro l’esercizio di riferimento, con conseguenti economie di bilancio per 7.595.451,51 euro nel 2022 e 821.531,36 euro nel 2023. La Corte riconduce tali economie all’impossibilità di garantire le disponibilità finanziarie in conformità al nuovo sistema di impegno pluriennale ad esigibilità, introdotto dall’art. 34 della legge n. 196/2009, che ha richiesto una complessa procedura di selezione e contrattualizzazione.

La Corte evidenzia come la revisione della spesa disposta con decreto interministeriale del 15 settembre 2023 abbia sottratto 12 milioni di euro al capitolo 2064, impedendo ulteriori scorrimenti della graduatoria. L’analisi dell’avanzamento degli interventi mostra che 56 beneficiari risultano in fase di collaudo, 10 hanno percepito il saldo, mentre 4 sono stati definanziati per rinuncia.

Quanto al comparto gestito dall’Istituto per il Credito Sportivo, la Corte verifica la corretta separazione gestionale e il rispetto dei vincoli di destinazione. Il monitoraggio tramite l’applicativo informatico predisposto da Cassa depositi e prestiti ha evidenziato criticità nei flussi di dati relativi ai CIG, con disallineamenti tra lo stato di avanzamento fisico degli interventi e quello informatico, per i quali sono in corso approfondimenti tecnici.

La Corte conclude rilevando che il Fondo ha ricevuto finanziamenti fino al 2023 e che l’ultimazione dei progetti è prevista entro i termini dell’avviso pubblico. Il controllo sulla gestione conferma la sostanziale conformità delle procedure, pur segnalando le criticità contabili e gestorie rilevate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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