Controllo concomitante sul Fondo unico per il turismo e raccomandazioni al Ministero (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 38 del 18.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo concomitante della Corte dei conti, nell’accertare ritardi e criticità gestionali che non raggiungono la soglia di gravità richiesta dall’art. 11 della legge n. 15/2009 e dall’art. 22 del d.l. n. 76/2020, non si traduce in un giudizio di responsabilità dirigenziale, ma in raccomandazioni rivolte all’amministrazione perché avvii un percorso auto-correttivo. La funzione non si esaurisce nella denuncia della irregolarità: essa mira a riorientare l’azione amministrativa verso i canoni di efficacia ed efficienza, attraverso indicazioni puntuali e termini di riscontro. La dilazione nella adozione degli atti di programmazione, di riparto e di concessione, ove reiterata nonostante i correttivi già recepiti, integra una criticità meritevole di segnalazione anche quando non sfocia in danno erariale. Il Collegio conserva la propria competenza a proseguire il controllo sull’efficacia delle misure adottate.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante ha esaminato la gestione della parte in conto capitale del Fondo unico nazionale per il turismo, istituito dall’art. 1, commi 366-372, legge 30 dicembre 2021, n. 234. L’istruttoria, avviata già nel 2023, era già esitata in tre deliberazioni con cui erano state accertate criticità e chieste misure correttive, poi riconosciute come adottate dal Ministero. Una successiva fase di approfondimento, svolta nel 2025 con richieste documentali e un’audizione, ha riguardato la gestione delle risorse dell’annualità 2024 e i rifinanziamenti previsti dalla legge di bilancio 2025.
La criticità residua è stata portata all’attenzione del Ministero, che ha prodotto controdeduzioni. Non ritenendo le stesse idonee a superare il profilo rilevato, il relatore ha chiesto il deferimento al Collegio.
La Motivazione della Corte
Il Collegio individua la criticità nel ritardo nella gestione complessiva della parte in conto capitale del Fondo. I tempi di adozione degli atti principali — l’atto di programmazione, l’accordo in sede di Conferenza permanente per la ripartizione delle risorse e i decreti di concessione — risultano sistematicamente dilatati fin dal 2022.
Il percorso argomentativo muove dalla ricostruzione dei precedenti. Già con la deliberazione n. 30/2023/CCC era stato segnalato lo slittamento dei termini e la necessità di fissare scadenze certe per la presentazione delle proposte progettuali. Il Ministero aveva recepito le osservazioni, aggiornando l’atto di programmazione e prevedendo una scansione temporale dell’iter gestionale. Le deliberazioni successive avevano preso atto dell’adozione delle misure correttive.
Ciononostante, l’istruttoria più recente dimostra che, a distanza di un anno dall’aggiornamento dell’atto di programmazione, l’accordo in sede di Conferenza permanente è stato sottoscritto solo il 19 giugno 2025 e i decreti interministeriali di assegnazione delle risorse per il 2024 sono ancora in fase di predisposizione. Secondo il Collegio, l’amministrazione non ha quindi superato le criticità legate ai ritardi procedurali più volte evidenziati.
Il Collegio valorizza le spiegazioni offerte in sede di audizione, che riconducono la dilazione a tre fattori: la ripartizione tra quota regionale e quota statale, priva di fondamento normativo e regolata solo dal decreto interministeriale; l’assenza di una netta distinzione tra atto tecnico e atto di indirizzo programmatico; la dimensione sub-regionale dei progetti finanziati. Su queste basi il Collegio ritiene che si possa incidere su alcune fasi della procedura — in particolare la valutazione dei progetti già selezionati dalle Regioni — per ridurre i tempi di conclusione dell’iter.
Poiché le criticità non raggiungono la gravità richiesta dall’art. 11 della legge n. 15/2009 e dall’art. 22 del d.l. n. 76/2020, il Collegio non attiva le conseguenze in materia di responsabilità dirigenziale, ma formula raccomandazioni al Ministero del turismo, assegnando il termine del 30 settembre 2025 per riferire sulle iniziative intraprese.
Nota della Redazione
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