Controllo concomitante sul Fondo per il contrasto al consumo del suolo (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 37 del 18.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante sulla gestione, il Collegio verifica lo stato di attuazione delle misure e ne accerta l’andamento alla luce delle previsioni normative e del decreto attuativo che ne calendarizza le fasi. Quando l’attività dell’amministrazione titolare si traduce in un contributo concreto e proattivo al raggiungimento degli obiettivi, in funzione di recupero dei ritardi accumulati e di prevenzione di nuovi, non sussistono criticità o irregolarità gestionali tali da richiedere raccomandazioni. La valutazione resta tuttavia interlocutoria: la proficuità nell’utilizzo delle risorse e la performance della misura sono comprovabili solo in esito a successiva istruttoria, restando impregiudicato ogni ulteriore approfondimento.
Il Fatto
Il Fondo per il contrasto al consumo del suolo, istituito dalla legge n. 197/2022 e disciplinato all’art. 1, commi 695 e 696, è stato confermato dal Collegio del controllo concomitante tra i programmi oggetto di istruttoria per il 2025, come già per il 2024.
Il Collegio se ne era già occupato con la deliberazione n. 43/2024/CCC, che aveva sottolineato la centralità del decreto ministeriale attuativo, all’epoca non ancora adottato, e la rigidità procedurale che ne aveva impedito la tempestiva emanazione; con la deliberazione n. 54/2024/CCC, che aveva preso atto del superamento delle criticità dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni; e con la deliberazione n. 13/2025/CCC, che aveva valutato idonee le misure programmate dal Ministero. L’istruttoria successiva ha quindi condotto all’odierno accertamento.
La Motivazione della Corte
L’attività istruttoria si è svolta attraverso l’audizione da remoto dei rappresentanti del MASE — Direzione Generale Uso Sostenibile del Suolo e delle Acque — e successivi riscontri documentali. L’amministrazione ha rappresentato le iniziative realizzate per assicurare gli obiettivi del DM n. 2/2025: riunioni con ISPRA-RENDIS, con i referenti regionali della Conferenza Stato-Regioni, con le Autorità di bacino distrettuali e con gli esperti ISPRA-SUOLO.
Il Ministero ha inoltre elaborato i criteri generali per le attività istruttorie, il Vademecum per il caricamento degli interventi in RENDIS e una bozza di avviso pubblico-tipo; ha rilasciato pareri su richiesta di alcune Regioni e supportato l’attività istruttoria di altre. Quanto agli accordi di programma, ha previsto la possibilità di stipulare i primi entro la fine dell’anno e di trasferire contestualmente le prime risorse, con anticipo fino al 30% entro 60 giorni dall’accordo.
Il Collegio rileva come l’iter di avanzamento del Fondo stia procedendo, nel complesso, secondo le previsioni della legge istitutiva n. 197/2022 e nel rispetto del DM n. 2/2025, che calendarizza i termini delle diverse fasi della procedura per la programmazione degli interventi di rinaturalizzazione del suolo. L’attuale fase progettuale, scandita dall’art. 1, comma 3, del decreto e dal suo allegato, coinvolge DG USSA, ISPRA, Regioni e Autorità di bacino distrettuali, ciascuno per il proprio ambito di competenza.
Le attività del MASE, titolare della misura e soggetto “vigile” nella procedura, si stanno risolvendo in un contributo concreto, dispiegato in chiave proattiva, preordinato al raggiungimento degli obiettivi e al recupero dei ritardi accumulati e alla prevenzione di nuovi. Il fattore tempo, penalizzato nella fase iniziale e in quella concertativa presupposta all’emanazione del decreto attuativo, acquista nuova linfa in questa fase progettuale. Le misure introdotte testimoniano la maggiore responsabilizzazione dell’amministrazione.
Il Collegio rileva pertanto, allo stato, l’assenza di criticità o irregolarità gestionali tali da richiedere specifiche raccomandazioni in ordine alle attività già avviate. Poiché le attività programmatorie sono ancora in corso e la proficuità nell’utilizzo delle risorse nonché la performance del Fondo sono comprovabili solo in seguito a istruttoria, può concludersi che l’operato del MASE sia in linea con gli obiettivi normativamente previsti. Resta impregiudicato ogni doveroso approfondimento istruttorio successivo. Il Collegio accerta quindi l’attuale stato della misura, prendendone atto.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.