Trattenute su pensione per indebito: limite del quinto anche sugli arretrati (Corte dei Conti Sez. giur. Liguria n. 100 del 20.11.2024)
Principi di diritto (Massima)
In tema di recupero dell’indebito previdenziale, il limite di un quinto previsto dall’art. 2 del d.P.R. n. 180/1950 e dall’art. 69 della legge n. 153/1969 si applica a tutte le trattenute operate dall’Inps sulla pensione, comprese quelle eseguite sugli arretrati. Questi ultimi hanno la stessa natura pensionistica dei ratei mensili e, diversamente opinando, il limite sarebbe eludibile mediante il semplice ritardo nell’erogazione. La trattenuta va calcolata sull’importo netto e non lordo della pensione. Il recupero integrale dell’indebito resta fermo, ma il piano di recupero deve essere rimodulato entro il tetto mensile del quinto.
Il Fatto
Il ricorrente, già militare, è stato collocato in congedo per infermità con pensione diretta di inabilità a decorrere dal 10 giugno 2021. Successivamente ha sottoscritto due contratti di collaborazione coordinata e continuativa a tempo determinato, percependo compensi annui di euro 30.000,00 per il 2022 e di euro 33.744,00 per il 2023.
Rilevata la percezione di somme ritenute incumulabili con la pensione, l’Inps ha comunicato un indebito pensionistico di euro 15.295,26, disponendo una trattenuta mensile di euro 843,60 e, nel cedolino di dicembre 2023, un ulteriore prelievo di euro 8.812,26 per arretrato da cumulo con redditi da lavoro. Il ricorrente ha impugnato le trattenute davanti alla Corte dei conti, eccependo la violazione dell’art. 72 della legge n. 388/2000 e l’invalidità del provvedimento per difetto dei poteri di firma del sottoscrittore.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dalla disciplina del cumulo tra pensione e redditi da lavoro. L’art. 72 della legge n. 388/2000 consente il cumulo integrale per le pensioni liquidate con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni; il comma 2 introduce invece maggiori limitazioni per le pensioni di anzianità e di invalidità. Poiché il ricorrente beneficia di una pensione di inabilità, il cumulo è ammesso solo nel limite del 70% e la quota eccedente va recuperata.
Il requisito dei 40 anni non ricorre: dal modello 5007 l’anzianità utile risulta di anni 39, mesi 7 e giorni 18. Il preteso arrotondamento al quarantennio non rileva, perché le disposizioni che lo prevedono hanno carattere eccezionale e, ai sensi dell’art. 14 delle Disposizioni preliminari al codice civile, non possono essere estese oltre i casi considerati. Non sussiste nemmeno un legittimo affidamento, giacché il medesimo modello indica in modo chiaro i periodi contributivi, a fronte di un valore di 40 anni contenuto solo nell’intestazione a titolo indicativo.
Respinta è anche la censura di invalidità dell’atto per difetto dei poteri di firma. L’Amministrazione ha depositato la determinazione che ha assegnato la posizione organizzativa al firmatario e la delega alla sottoscrizione degli atti ordinari in caso di assenza o impedimento del direttore provinciale, con finalità di fluidità dell’azione amministrativa. L’atto ricade nel perimetro di tale delega.
La Corte accoglie invece la doglianza sul piano di recupero. La trattenuta mensile di euro 843,60 risulta superiore a un quinto della pensione netta mensile, in contrasto con l’art. 2 del d.P.R. n. 180/1950 e con l’art. 69 della legge n. 153/1969, che ammettono la trattenuta nei soli limiti del quinto. Le quote vanno valutate al netto delle ritenute fiscali, come confermato dalla giurisprudenza di legittimità richiamata.
Quanto alla trattenuta sugli arretrati, l’eccepita compensazione impropria non convince. Gli arretrati derivano da un ritardo nell’erogazione dei ratei e conservano la medesima natura pensionistica; il limite del quinto si applica dunque anche ad essi, altrimenti sarebbe eludibile ritardando l’erogazione. Resta fermo l’indebito, ma l’Inps deve rimodulare il prelievo entro il quinto e restituire quanto trattenuto in eccesso, maggiorato della somma maggiore tra rivalutazione e interessi, secondo il criterio delle Sezioni Riunite n. 10/2002/QM.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.