Mansioni superiori autoferrotranvieri: motivazione apparente e procedimento trifasico (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 19667 del 17.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
La sentenza che si limiti a evocare un generico potere direttivo e gestionale, senza indicare in concreto le mansioni svolte dal lavoratore, né trascrivere la declaratoria sulla qualifica posseduta, è affetta da motivazione meramente apparente e incorre nella sanzione di nullità. Nel rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri, pur non applicandosi l’art. 2103 cod. civ. sulla promozione automatica, vige l’art. 18 dell’allegato A al r.d. n. 148/1931, che esclude il riconoscimento della qualifica superiore in assenza dell’ordine scritto del direttore. Il diritto al trattamento economico corrispondente alle mansioni superiori presuppone il rigoroso espletamento del procedimento trifasico. È inammissibile il ricorso incidentale che introduce, per la prima volta in cassazione, la questione fondata sul valore presuntivo della pluriennale copertura del posto, non allegata tempestivamente negli atti di merito.

Il Fatto

Una dipendente di una società di trasporto pubblico locale, inquadrata con un determinato parametro retributivo, assume di avere svolto, dalla metà del 2007, le mansioni proprie della qualifica superiore di “professional”. Adisce il giudice del lavoro per ottenere la declaratoria del diritto alla qualifica con il relativo trattamento economico o, in subordine, la condanna della società al pagamento delle differenze retributive.

Il Tribunale accoglie la domanda principale, quantificando le differenze in misura inferiore rispetto alla richiesta. La Corte d’Appello, in parziale riforma, rigetta la domanda di riconoscimento della qualifica superiore — per l’assenza dell’ordine scritto richiesto dalla disciplina speciale — ma conferma il diritto alle differenze retributive. La società propone ricorso per cassazione con tre motivi; la lavoratrice resiste e propone ricorso incidentale.

La Motivazione della Corte

I primi due motivi del ricorso principale sono esaminati congiuntamente e accolti. La Corte ribadisce che il vizio di motivazione apparente ricorre quando il giudice, violando l’obbligo imposto dall’art. 132, co. 2, n. 4), cod. proc. civ., dietro la parvenza di una giustificazione non consente di comprendere le ragioni e le basi della decisione.

L’ordinanza richiama la riformulazione dell’art. 360, co. 1, n. 5), cod. proc. civ. come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione, secondo l’insegnamento delle Sezioni Unite n. 8053 del 2014. Restano denunciabili la mancanza assoluta di motivi, la motivazione apparente, il contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili e la motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile.

Nel caso concreto la motivazione della sentenza d’appello è giudicata soltanto apparente: essa richiama un potere direttivo e gestionale, un “minimum di indipendenza” e compiti di elevata professionalità, ma non precisa in cosa siano consistiti i compiti svolti, non trascrive la declaratoria sulla qualifica e fonda il convincimento su un dato — la laurea in ingegneria — che risulta un refuso, essendo la lavoratrice laureata in altra disciplina.

Il carattere apparente della motivazione rende evidente la totale mancanza del necessario procedimento trifasico più volte enunciato dalla Corte, che dovrà essere rigorosamente seguito dal giudice del rinvio. È accolto anche il terzo motivo, relativo all’omessa pronunzia su un motivo di appello in violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., poiché il motivo era autosufficiente.

Il ricorso incidentale è inammissibile. Pur esistendo un indirizzo secondo cui la pluriennale copertura del posto costituisce elemento presuntivo della vacanza, dell’assenza di una riserva datoriale e dell’idoneità all’esercizio delle mansioni superiori, la lavoratrice avrebbe dovuto allegare tali circostanze fin dal ricorso introduttivo. Il silenzio sul punto introduce una questione nuova, non proponibile per la prima volta in sede di legittimità.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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