Misure consequenziali idonee ma criticità su interoperabilità SMI-REGIS e certificazione IGRUE (Corte dei Conti Sez. contr. Lazio n. 86 del 25.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo collaborativo esercitato sulla gestione dei fondi PNRR, la valutazione delle misure consequenziali adottate dall’amministrazione attuatrice non si esaurisce nella verifica della loro astratta conformità ai rilievi, ma richiede un accertamento effettivo della loro idoneità a rimuovere le criticità segnalate. Le misure possono essere considerate sostanzialmente idonee quando siano documentate e verificabili, anche se permangono elementi di criticità residua. L’assenza di una piena interoperabilità tra il sistema informativo interno e la piattaforma nazionale di monitoraggio, così come il difetto di certificazione formale del raggiungimento di un target intermedio da parte dell’organismo di audit, costituiscono fattori di rischio che precludono una valutazione di integrale superamento delle criticità e impongono la richiesta di ulteriore documentazione integrativa.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo ha esaminato le misure adottate da Roma Capitale, in qualità di ente attuatore principale del programma “Caput Mundi – Next Generation EU”, dopo la deliberazione n. 81/2024/GEST del 23 maggio 2024 con cui erano state rilevate criticità nella gestione delle risorse destinate alla valorizzazione dei siti culturali e turistici della Capitale.

L’amministrazione ha trasmesso una prima nota di riscontro sulle misure consequenziali e, a seguito di una successiva richiesta istruttoria integrativa articolata in cinque quesiti, un’ulteriore documentazione con allegati tecnici. Il thema decidendum concerne la valutazione dell’effettiva idoneità di tali misure al superamento dei rilievi, in vista del target finale PNRR previsto al 30 giugno 2026.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce l’evoluzione della gestione del programma attraverso il confronto tra la situazione fotografata nella deliberazione n. 81/2024/GEST e la documentazione successiva. Sul piano degli obiettivi, l’amministrazione ha conseguito il target intermedio T4-2024, ridefinito in 100 interventi con avanzamento pari o superiore al 50% entro il 31 dicembre 2024, rispetto ai 200 inizialmente previsti, in forza di una modifica formalizzata con decisione del Consiglio dell’Unione europea e recepita dal Ministero del Turismo. Rispetto a tale profilo, la Corte rileva però la mancata certificazione formale da parte dell’IGRUE, ancora in corso, che costituisce un fattore di rischio per la tempestiva erogazione delle risorse europee e per la verifica ex post di conformità.

Sul piano informativo, la Sezione valuta positivamente l’attivazione del Sistema di Monitoraggio degli Investimenti, che gestisce 310 progetti con 234 utenze attive e funzionalità di caricamento strutturato dei dati, dashboard tematiche e archiviazione digitale certificata. L’interoperabilità tra il sistema interno e la piattaforma nazionale REGIS rimane però incompleta: il caricamento dei dati continua ad avvenire in modalità manuale da parte del Dipartimento competente, con rischio di disallineamento temporale e duplicazione degli sforzi.

Quanto agli interventi di digitalizzazione, la Corte ritiene tecnicamente appropriata la scelta di abbandonare il modello di Partenariato Pubblico-Privato e di aderire alla convenzione con il Polo Strategico Nazionale per la componente infrastrutturale, con ricorso al Sistema Dinamico di Acquisizione per le componenti accessorie. Permane tuttavia un ritardo nella Fase II di implementazione relativa a hardware e servizi, con margini temporali ridotti.

Sul piano finanziario, la Sezione dà atto del superamento della criticità iniziale rappresentata da impegni inferiori al 10% dei fondi. Il sistema di controllo implementato si articola su cinque livelli, dal RUP all’audit comunitario, con frequenze e strumenti definiti e riconciliazioni periodiche con la piattaforma nazionale. Restano elementi di attenzione, tra cui lo scostamento tra importo accertato e impegnato su un progetto strategico e l’esigenza di una nota metodologica che consenta di valutare la coerenza complessiva degli scostamenti rispetto alla disciplina del d.lgs. n. 118/2011.

All’esito di tale percorso, la Sezione valuta le misure consequenziali sostanzialmente idonee al superamento dei rilievi, permanendo elementi di criticità. Richiede pertanto all’amministrazione ulteriore documentazione integrativa entro il 31 gennaio 2026, comprensiva del piano attuativo per l’interoperabilità tra sistema informativo e piattaforma nazionale, del piano di accelerazione per i progetti critici e dell’aggiornamento al 31 dicembre 2025 per i sei progetti analizzati, riservandosi ogni ulteriore valutazione istruttoria.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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