Consumo di suolo e perimetro del territorio urbanizzato nel PUG (TAR Emilia-Romagna n. 233 del 06.05.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il perimetro del territorio urbanizzato è individuato dal PUG applicando i criteri tassativi di cui all’art. 32, commi 2 e 3, l.r. Emilia-Romagna n. 24/2017, che distinguono le aree incluse da quelle escluse in ragione di elementi oggettivi. Un’area agricola a seminativo non può essere attratta al territorio urbanizzato per il solo fatto di essere circondata da zone servite da reti tecnologiche, quando difettano infrastrutture di urbanizzazione interne al comparto. La pregressa presenza di un piano attuativo rileva ai sensi dell’art. 32, comma 2, lett. d), solo se riferita ai lotti residui non edificati ricompresi nel piano stesso. Il potere pianificatorio resta espressione di discrezionalità amministrativa, non vincolato all’esito dell’istruttoria. Le disposizioni regionali sul consumo di suolo a saldo zero non introducono un’inedificabilità assoluta, ma contemperano l’interesse pubblico ambientale con il diritto dominicale.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di due mappali siti in località del Comune di Reggio Emilia, ha presentato osservazione al PUG in formazione chiedendo lo stralcio dell’area dalla disciplina agricola e la sua ricomprensione nel tessuto residenziale. L’osservazione è stata rigettata con controdeduzione del Comune, che ha confermato la classificazione dei terreni come ambito agricolo ad alta vocazione produttiva.

Il ricorrente ha dapprima proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, poi trasposto in sede giurisdizionale per l’opposizione del Comune. Ha impugnato il PUG approvato con deliberazione consiliare dell’8 maggio 2023, deducendo la violazione dell’art. 32 l.r. n. 24/2017 e prospettando questione di legittimità costituzionale delle disposizioni regionali sul consumo di suolo.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ricostruisce anzitutto la vicenda urbanistica dell’area. Nel PRG del 2001 i terreni erano classificati come aree di trasformazione ambientale; il PSC del 2011 li aveva inclusi tra gli ambiti per nuovi insediamenti residui non attuati, mentre il RUE li aveva qualificati come ambito agricolo ad alta vocazione produttiva. La manifestazione di interesse presentata nel 2012 per l’inserimento nel POC non superò l’istruttoria, sicché l’area non è mai stata programmata né assoggettata a un piano urbanistico attuativo.

La Corte respinge la tesi dell’inclusione ai sensi dell’art. 32, comma 2, lett. a). L’area è agricola a seminativo e le infrastrutture di urbanizzazione non sono presenti al suo interno, ma ricadono nel territorio limitrofo già costruito, come emerge anche dalle cartografie del Quadro Conoscitivo Diagnostico del PUG.

Quanto all’art. 32, comma 2, lett. d), il piano attuativo richiamato dal ricorrente riguardava l’insediamento limitrofo e una sola porzione del mappale, all’epoca frazionato. Il PRG del 1984 classificava l’area come zona agricola di rispetto dell’abitato. Poiché la domanda di inserimento nel POC non presentava i requisiti richiesti, nessun legittimo affidamento può ritenersi maturato in capo al ricorrente, difettando una pregressa destinazione residenziale.

Il Tribunale confuta poi la censura di esercizio vincolato del potere. L’art. 32, comma 4, impone di individuare il perimetro sulla situazione in essere alla data di entrata in vigore della legge, ferma restando la discrezionalità pianificatoria nel rispetto dell’obiettivo del consumo di suolo a saldo zero entro il 2050.

Manifestamente infondata è la questione di legittimità costituzionale degli artt. 5, 6 e 32 l.r. n. 24/2017. Le disposizioni non introducono un limite di inedificabilità assoluta, ma contemperano l’interesse al contenimento del consumo di suolo con i diritti dominicali, definendo i casi in cui il diritto di proprietà recede rispetto a interessi correlati a valori di rango costituzionale, quali ambiente e salute. Il ricorso è rigettato, con condanna del ricorrente alle spese verso il Comune e compensazione verso la Regione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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