Revisione esterna del bilancio WMO: affidamento esterno ERP e controllo interno (Corte dei Conti Sez. contr. affari europei n. 5 del 23.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nell’esercizio del mandato di controllore esterno conferito dall’Organizzazione mondiale della meteorologia, la Corte dei conti approva la relazione di revisione sul bilancio redatto secondo i principi IPSAS, esprimendo un giudizio di fair presentation in tutti gli aspetti significativi. Il revisore esterno verifica, oltre alla regolarità contabile, l’adeguatezza del sistema di controllo interno e la sua articolazione secondo il modello delle tre linee di difesa. L’affidamento esterno di funzioni contabili e informatiche essenziali — nella specie il sistema ERP Quantum gestito da UNDP — impone di negoziare contrattualmente tutele per l’accesso ai dati, la conservazione dei documenti in caso di cessazione e la possibilità per i revisori, interni ed esterni, di svolgere il proprio lavoro. L’assenza di un tetto di spesa e di una clausola di audit negli accordi inter-agenzia espone l’Organizzazione a un rischio di sovracosto e a una perdita di accountability, giustificando raccomandazioni puntuali.

Il Fatto

La Sezione di controllo per gli affari europei e internazionali è chiamata ad approvare il rapporto di revisione esterna sul bilancio 2024 dell’Organizzazione mondiale della meteorologia, in forza del mandato di controllore esterno rinnovato nel 2023. L’attività riguarda il bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, con comparativi al 31 dicembre 2023, redatto secondo i principi contabili internazionali del settore pubblico.

Il collegio esamina il bilancio, il rapporto di audit e l’audit report, sentite le relatrici. Il risultato è un giudizio senza rilievi sulla rappresentazione veritiera dei conti, accompagnato però da un articolato corpo di osservazioni e ventisei raccomandazioni, discusse con il management e accolte, in larga parte, dallo Secretary-General.

La Motivazione della Corte

Il giudizio sul bilancio è positivo: i prospetti presentano correttamente la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato di gestione, in conformità agli IPSAS e alle regole finanziarie dell’Organizzazione. Il collegio verifica le disponibilità liquide, le conferme bancarie, gli accantonamenti e le passività attuariali legate ai benefici ai dipendenti, confermando la sostanziale correttezza delle valutazioni.

Le criticità emergono sul piano dei controlli e dei processi. Il collegio rileva inaccuratezze nel registro dei beni, con cespiti non etichettati, collocazioni fisiche non corrispondenti e beni obsoleti indicati come attivi; una debolezza nella programmazione della manutenzione straordinaria dell’immobile della sede; una gestione disomogenea dei contratti di locazione, con clausole frammentate e fatturazioni tardive. Su un caso specifico viene accertata una duplicazione contabile di importo non trascurabile, con riclassifica promessa dal management per l’esercizio successivo, in contrasto con il divieto di compensazione dell’IPSAS 1.

Il collegio censura poi la gestione dei Trust Fund e delle contribuzioni volontarie: per alcuni progetti la reportistica è ferma al 2019, i costi di personale non sono tracciati con continuità e la cooperazione tra le unità coinvolte è affidata a prassi informali, in tensione con le Standing Instructions capitoli 13 e 16. Sul personale non strutturato rileva la confusione tra esperti distaccati, consulenti e personale a breve termine, il ricorso a ex dipendenti e squilibri geografici e di genere.

Sul piano del controllo interno, il collegio ricostruisce l’evoluzione della funzione di controller e il passaggio al modello delle tre linee di difesa, osservando che la nuova configurazione affida al controller anche compiti operativi e autorizzativi, con possibile sovrapposizione di ruoli, e segnala l’assenza di un registro centralizzato delle eccezioni.

Infine, l’affidamento a UNDP del sistema ERP Quantum solleva il nodo dell’accountability nel modello collaborativo inter-agenzia: mancano un tetto di spesa, disposizioni sull’accesso e sulla conservazione dei dati in caso di cessazione del rapporto e una clausola di audit che consenta ai revisori di svolgere il proprio lavoro. Il collegio accoglie con favore l’impegno del management ad avviare le negoziazioni.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *