Controllo concomitante sul progetto Appia Regina Viarum: ritardi e disallineamenti (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 34 del 09.10.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il Collegio del controllo concomitante, nell’esercizio della funzione di vigilanza sulle gestioni pubbliche in corso di svolgimento, accerta lo stato di attuazione dei progetti finanziati con risorse del Piano sviluppo e coesione, valutando congiuntamente l’avanzamento procedurale, fisico e finanziario degli interventi. La circostanza che la maggior parte degli interventi risulti procedimentalmente conclusa non esime dal rilevare il divario rispetto all’avanzamento finanziario, né il disallineamento tra i dati dichiarati dall’Amministrazione e quelli risultanti dalle banche dati nazionali di monitoraggio. Ove i ritardi non integrino irregolarità gestionali suscettibili di segnalazione ai sensi dell’art. 21, comma 1, d.lgs. n. 165/2001, il Collegio si limita a segnalare all’Amministrazione l’esigenza di proseguire nelle azioni di monitoraggio e impulso già avviate, riservandosi ogni ulteriore verifica nella successiva fase istruttoria.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante ha assoggettato ad istruttoria il Piano sviluppo e coesione Cultura, con particolare riguardo al macro-progetto Appia Regina Viarum, finanziato per un valore complessivo di 28,0 milioni di euro e articolato in 24 interventi localizzati nelle regioni attraversate dall’antico tracciato romano.
L’attività istruttoria, condotta dal magistrato assegnatario, ha dato luogo a tre richieste di chiarimenti, cui il Ministero della cultura ha riscontrato fornendo l’aggiornamento sullo stato di avanzamento procedurale e finanziario degli interventi. I magistrati istruttori hanno quindi deferito la questione al Collegio per la deliberazione.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove dalla constatazione del divario tra l’avanzamento procedurale e quello finanziario del macro-progetto. Al 31 agosto 2024 risultano conclusi il 67% degli interventi, mentre lo stato di avanzamento finanziario si attesta al 14%, con pagamenti pari a 4,01 milioni di euro sulle risorse assegnate.
L’istruttoria ha poi evidenziato, per alcuni interventi, ritardi rispetto ai cronoprogrammi originari. Per l’intervento di valorizzazione del cammino lungo l’antico tracciato romano, da concludersi entro dicembre 2025, sono emersi rallentamenti nella fase progettuale, legati all’esigenza di osservare le condizioni e prescrizioni scaturite dalla Conferenza di Servizi; i pagamenti al beneficiario ammontano a 595.260,99 euro a fronte di un finanziamento di 16.150.000,00 euro. Per il complesso di Villa Massenzia, il cui collaudo era originariamente previsto per dicembre 2025, l’Amministrazione ha prefigurato la conclusione dello studio di fattibilità e della progettazione preliminare in termini ravvicinati.
Quanto alla discordanza tra lo stato di alcuni CUP, risultati attivi dalla consultazione della BDAP e dichiarati chiusi dall’Amministrazione, il Ministero ha riferito che gli interventi sono monitorati nella BDU del MEF – RGS – IGRUE, dalla quale emerge la conclusione procedurale a fronte di una conclusione finanziaria non ancora intervenuta. Il disallineamento tra importi pagati dai beneficiari e importi erogati agli stessi è stato ricondotto ai tempi di inserimento dei dati nel sistema SAP-IGRUE.
Il Collegio ha quindi ritenuto che i disallineamenti siano riconducibili al non tempestivo caricamento dei dati da parte dei beneficiari sul sistema informativo locale SGP, e ha preso atto delle azioni di impulso già avviate dall’Amministrazione nei confronti dei beneficiari per accelerare la rendicontazione delle spese.
Alla luce di tali risultanze, il Collegio ha escluso che allo stato ricorrano irregolarità gestionali tali da richiedere la segnalazione di responsabilità dirigenziali ai sensi dell’art. 21, comma 1, d.lgs. n. 165/2001, né la formulazione di raccomandazioni ulteriori rispetto alle azioni di monitoraggio e impulso già riferite dal Ministero. Il Collegio ha pertanto accertato l’attuale stato di attuazione del progetto, riservandosi ogni ulteriore verifica nella successiva fase istruttoria sull’avanzamento procedurale, fisico e finanziario degli interventi.
Nota della Redazione
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