Centrali idroelettriche e piano di zonizzazione acustica: nessuna preclusione assoluta (Cass. civ. Sez. Un. n. 14007 del 20.05.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il piano di zonizzazione acustica comunale non pone un vincolo generale e assoluto che precluda in radice l’insediamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili in aree classificate come prevalentemente residenziali o miste. La compatibilità acustica dell’impianto va accertata in concreto, verificando il rispetto dei valori limite di emissione e di immissione previsti dal DPCM 14 novembre 1997. Le preclusioni assolute a carattere pregiudiziale sono riservate alla legge statale, non a strumenti comunali di zonizzazione, e il bilanciamento degli interessi coinvolti appartiene alla procedura amministrativa. Ne consegue che il giudice amministrativo, e in sede di legittimità il TSAP, non possono sovrapporre alla valutazione tecnica dell’amministrazione una propria autonoma ponderazione del merito.

Il Fatto

Il Condominio ricorrente e alcuni proprietari impugnano davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il decreto regionale con cui la Regione Lombardia aveva assentito, in conferenza di servizi, una variante non sostanziale alla concessione di derivazione idrica del fiume Serio, finalizzata alla riattivazione di una centrale idroelettrica collocata in un edificio a torre all’interno di un complesso residenziale.

I ricorrenti lamentano l’incompatibilità dell’impianto, di natura industriale, con la classificazione acustica dell’area, assegnata dal piano comunale alla classe II e in parte alla classe III. Il TSAP, in unico grado, respinge il ricorso, ritenendo non superati i limiti acustici e non preclusivo il piano di zonizzazione. Il Condominio propone quindi ricorso per cassazione con quattro motivi.

La Motivazione della Corte

Le Sezioni Unite esaminano unitariamente i quattro motivi, tutti incentrati sulla pretesa preclusione assoluta all’installazione della centrale in area a destinazione residenziale o mista. Il ragionamento del TSAP è ritenuto adeguatamente argomentato e giuridicamente corretto: dopo aver reputato attendibili gli accertamenti tecnici attestanti l’assenza di emissioni rumorose all’esterno — e anzi un miglioramento del clima acustico per l’eliminazione del rumore preesistente della roggia — il Tribunale ha escluso l’incidenza preclusiva della classificazione acustica di zona.

La Corte inquadra la vicenda nell’atto oggetto di impugnativa: un atto intermedio collocato a valle di due provvedimenti già adottati e non impugnati — la concessione di derivazione e la dichiarazione di non assoggettamento a VIA — e a monte dell’autorizzazione unica di cui all’art. 12, comma 3, d.lgs. n. 387 del 2003, che non risulta ancora rilasciata.

Quella disposizione attribuisce all’opera carattere di pubblica utilità ed effetto conformativo sullo strumento urbanistico, prevedendo che l’autorizzazione unica costituisca, ove occorra, variante urbanistica. Il piano zonale acustico richiede che gli strumenti urbanistici si coordinino con esso, ma per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili opera il carattere di pubblica utilità della speciale procedura. Il TSAP ha quindi correttamente qualificato l’istanza come variante non sostanziale, escludendo il superamento dei limiti acustici e un peggioramento dello stato pregresso.

Le Sezioni Unite richiamano la giurisprudenza costituzionale (Corte cost. sent. n. 177/2021 e n. 77/2022), secondo cui le Regioni non possono imporre in via legislativa vincoli generali non previsti dalla disciplina statale, spettando alle celerì procedure amministrative la valutazione in concreto degli interessi coinvolti. Tali preclusioni assolute, si osserva, i ricorrenti vorrebbero far discendere non da fonti legislative regionali, ma da strumenti comunali di zonizzazione.

La Corte ritiene infondate anche le censure sulla qualificazione dell’attività come industriale — la relativa affermazione del TSAP è ritenuta di pratica ininfluenza — e sulla violazione del principio del tempus regit actum e dell’art. 101 cod. proc. civ.: il Tribunale non ha applicato la delibera comunale sopravvenuta, ma l’ha richiamata quale dato di causa rilevante de futuro in sede di autorizzazione unica. Ne segue il rigetto del ricorso principale, con assorbimento di quello incidentale condizionato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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