Riducibile d’ufficio la penale nel leasing traslativo anche con garanzia autonoma (Cass. civ. Sez. III n. 20669 del 24.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel leasing immobiliare traslativo, risolto per inadempimento dell’utilizzatore, la clausola che consente al concedente di acquisire i canoni scaduti cumulandoli al mantenimento della proprietà del bene è clausola penale, soggetta al controllo giudiziale di congruità e alla riduzione d’ufficio ai sensi dell’art. 1384 cod. civ. Tale potere correttivo va esercitato anche in presenza di un contratto autonomo di garanzia, che preclude al garante di opporre le eccezioni relative al rapporto principale, ma non impedisce al giudice di verificare l’equilibrio del rapporto, subordinatamente all’assolvimento degli oneri di allegazione e prova desumibili ex actis. La riduzione opera a prescindere dalla volontà delle parti e dall’eventuale pattuizione di irriducibilità, a tutela dell’interesse generale a contratti equi.

Il Fatto

Una società di leasing immobiliare aveva concluso con una società utilizzatrice, poi dichiarata fallita, un contratto assistito dalla garanzia personale di un soggetto che aveva prestato la propria obbligazione in favore della conduttrice. Insoddisfatta, la concedente aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti del garante per il pagamento di canoni scaduti, interessi moratori e spese di estinzione.

Il garante aveva proposto opposizione dinanzi al Tribunale, che l’aveva rigettata qualificando il contratto come autonomo di garanzia e ritenendo precluse le eccezioni sul rapporto sottostante. La Corte d’appello, in riforma, aveva revocato il decreto, qualificando il contratto come leasing immobiliare traslativo, applicando l’art. 1526 cod. civ. e riducendo la penale per eccessività. La concedente ha proposto ricorso per cassazione.

La Motivazione della Corte

La questione centrale riguarda il rapporto tra contratto autonomo di garanzia e potere di controllo sulla congruità della clausola penale contenuta nel contratto di leasing. La ricorrente sosteneva che l’assunzione della garanzia a semplice richiesta comportasse la rinuncia a far valere eccezioni inerenti al rapporto principale, con il solo limite dell’exceptio doli e dei casi di nullità del contratto.

La Corte richiama l’arresto delle Sezioni Unite n. 2061 del 2021 sulla distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo. A quest’ultimo si applica in via analogica l’art. 1526 cod. civ., con la clausola di confisca delle rate pagate e la possibilità di riduzione giudiziale della penale manifestamente eccessiva. Viene ribadito che il potere correttivo dell’art. 1384 cod. civ. è esercitabile d’ufficio, in quanto previsto a tutela di un interesse generale dell’ordinamento.

Da ciò discende il principio decisivo: se la penale può essere ridotta anche quando le parti l’abbiano pattuita come irriducibile, allora l’autonomia privata deve cedere di fronte all’interesse a contratti equi. Pertanto, anche in presenza di un contratto autonomo di garanzia, il giudice può controllare la congruità della clausola, purché le circostanze rilevanti risultino ex actis, ossia dal materiale probatorio acquisito al processo.

Quanto al caso concreto, la clausola 20.2 del contratto prevedeva, in caso di risoluzione, il pagamento dei canoni scaduti, di una penale pari ai canoni a scadere maggiorati del prezzo di riscatto e degli interessi moratori, con l’acquisizione definitiva delle somme già versate. La Corte d’appello, sulla base della consulenza tecnica, aveva accertato che il valore dell’immobile restituito eccedeva il mancato guadagno della concedente, rendendo indebita l’attribuzione dell’ulteriore importo richiesto.

La Corte rigetta il primo e il secondo motivo, ritenendo infondata la tesi dell’inapplicabilità del controllo, e dichiara inammissibili il terzo e il quarto motivo per violazione dell’onere di allegazione delle questioni dinanzi al giudice del merito, non essendo consentite censure nuove in sede di legittimità. Il ricorso incidentale condizionato resta assorbito.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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