Controllo sulla gestione finanziaria dell’Ente nazionale per il microcredito (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 45 del 26.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici non economici non si esaurisce nella verifica della regolarità contabile, ma investe l’adeguatezza dell’assetto organizzativo rispetto ai compiti istituzionali. Il ricorso sistematico a rapporti di lavoro non stabili — somministrazione e collaborazioni esterne — per lo svolgimento di funzioni essenziali integra un fattore di criticità gestionale, anche quando sia determinato da oggettive difficoltà assunzionali. Il completamento della dotazione organica prevista dalla legge istitutiva costituisce l’obiettivo da perseguire, con effetto diretto di risparmio sui costi dei diritti di agenzia interinale. L’incremento della spesa per il personale non giustificato da attività progettuali va sottoposto a rilievo, unitamente all’esigenza di dettagliare analiticamente le poste di bilancio aggregate in voci residuali.

Il Fatto

La Corte dei conti ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria dell’Ente nazionale per il microcredito per l’esercizio 2021 e ha riferito al Parlamento il risultato dell’attività, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958. L’Ente, già Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito, è stato trasformato in ente pubblico non economico dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Il referto esamina gli organi, il sistema dei controlli interni, l’attività negoziale, il personale, le attività progettuali e i risultati contabili. La questione centrale riguarda il completamento dell’organico e il ricorso a personale non stabile, in presenza di una dotazione organica fissata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 22 del 2013 in diciassette unità.

La Motivazione della Corte

La Sezione rileva che l’Ente ha continuato a ricorrere a personale con rapporti di lavoro non stabili, in particolare somministrazione lavoro, per lo svolgimento di funzioni essenziali. Nel 2021 il costo del personale ammonta a 820.348 euro, con un incremento del 19,15 per cento rispetto ai 688.521 euro del 2020; i diritti di agenzia interinale salgono a 72.002 euro. Tale andamento è aggravato dal fatto che, nell’esercizio in esame, il personale non è stato impiegato in attività progettuali e i relativi costi sono rimasti a carico della gestione ordinaria.

La Corte ribadisce che il completamento dell’organico è l’obiettivo da perseguire, per ricondurre all’interno dell’amministrazione le funzioni affidate all’Ente, oggi svolte da personale in somministrazione o tramite contratti di outsourcing. Il conseguimento di tale obiettivo produrrebbe un risparmio diretto dei costi per i diritti spettanti all’agenzia di lavoro interinale, liberando risorse finanziarie.

In prospettiva, la Sezione prende atto favorevolmente del Piano triennale di fabbisogno di personale 2021-2023, adottato con delibera del 1° aprile 2021. L’Ente ha formulato istanza di autorizzazione al reclutamento di sei unità nell’area dei funzionari, ai sensi dell’art. 9, comma 36, del decreto-legge n. 78 del 2010. L’onere stimato ammonta a 421.818 euro.

Sul piano contabile, il bilancio consuntivo 2021 è stato redatto secondo il d.p.r. n. 97 del 2003 e approvato in lieve ritardo rispetto ai termini statutari. L’esercizio registra un avanzo finanziario di 14.756 euro, un avanzo di amministrazione di 4.172.065 euro e un risultato economico positivo di 10.155 euro. Le entrate correnti accertate diminuiscono del 47,2 per cento, principalmente per il minor affidamento di progetti; cresce invece l’incidenza del contributo di funzionamento statale, pari a 2.000.000 euro.

La Sezione rileva infine che, nell’ambito della gestione dei progetti europei, permangono incongruenze contabili tra saldi bancari e residui iniziali, con differenze iscritte tra i debiti patrimoniali, da riconciliare alla conclusione dei progetti. L’Ente è invitato a dettagliare analiticamente le poste aggregate in voci residuali del conto economico.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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