Controllo gestione finanziaria CIP: avanzo e risorse inutilizzate (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 43 del 12.04.2024)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici sottoposti al sindacato della Corte dei conti ai sensi dell’art. 2 della legge n. 259 del 1958, la Sezione del controllo riferisce al Parlamento il risultato dell’esame dei conti consuntivi e formula raccomandazioni di carattere gestionale. Quando il patrimonio netto cresce per effetto di avanzi di esercizio non interamente impiegati, la Corte raccomanda all’ente una programmazione delle attività e delle iniziative idonea a garantire un utilizzo efficace delle risorse disponibili. In tema di contratto di servizio con la società strumentale, la Corte invita a una più compiuta perimetrazione delle prestazioni, per scongiurare sovrapposizioni e duplicazioni, e a indicare espressamente le voci per le quali l’ente riconosce il solo rimborso delle spese. L’esercizio del controllo non sfocia in un giudizio di responsabilità, ma in un referto e in misure di indirizzo gestionale.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il conto consuntivo dell’esercizio 2021 del Comitato Italiano Paralimpico, ente pubblico dotato di autonomia organizzativa, regolamentare, amministrativa, contabile e di bilancio, sottoposto al controllo della Corte dei conti. Il referto riferisce al Parlamento il risultato della gestione finanziaria e le vicende di maggior rilievo intervenute successivamente.
L’esercizio esaminato è segnato dallo svolgimento dei Giochi paralimpici di Tokyo, rinviati per la pandemia da Covid-19, con una delegazione italiana di 115 atleti in 15 discipline e 69 medaglie. La Corte esamina l’organizzazione dell’ente, i compensi degli organi, le risorse umane, le attività, l’attività contrattuale e il bilancio, formulando infine le proprie raccomandazioni.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto il quadro ordinamentale. Il Comitato è stato costituito per scorporo dal CONI e trasformato in ente autonomo di diritto pubblico ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. f), legge n. 124 del 2015 e del d.lgs. n. 43 del 2017, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, avvalendosi delle risorse umane e strumentali di Sport e Salute s.p.a. in forza di un contratto di servizio annuale.
Con riguardo al contratto di servizio, il cui costo complessivo è ammontato a euro 6.800.900,63, la Sezione invita l’ente a una più compiuta perimetrazione delle prestazioni, con particolare riguardo al rischio di sovrapposizioni e duplicazioni. Rileva inoltre l’opportunità che nel contratto siano indicate anche le voci per le quali il Comitato riconosce il solo rimborso delle spese, senza altro corrispettivo.
Sul versante dei compensi, la Corte dà atto dell’aumento della spesa per organi di amministrazione e controllo, passata da euro 643.849,09 nel 2020 a euro 721.931,70 nel 2021, e raccomanda all’ente una scrupolosa sorveglianza sulla liquidazione dei rimborsi.
Il cuore del referto riguarda la gestione patrimoniale. L’esercizio si chiude con un risultato economico positivo di euro 294.535, in diminuzione di euro 3.287.830 rispetto al 2020, quando il Comitato aveva beneficiato di una riduzione di 3,5 milioni sul contratto di servizio concessa da Sport e Salute s.p.a. Il Collegio dei revisori ha evidenziato la notevole consistenza del patrimonio netto e ha rilevato che le risorse assegnate per i Giochi paralimpici non sono state interamente utilizzate, come pure le economie generate dalla contrazione dell’attività per la pandemia. Poiché il dato del 2022 evidenzia un ulteriore aumento dell’avanzo e del patrimonio netto, la Sezione raccomanda al Comitato di formulare una estesa programmazione delle proprie attività e iniziative che conduca a un utilizzo vasto ed efficace delle risorse disponibili.
La Corte segnala infine l’inesistenza in bilancio di accantonamenti per rischi ed oneri, invitando l’ente a una accurata valutazione delle passività potenziali e richiamando il monito del Mef a monitorare le risorse accantonate nel rispetto del vincolo di destinazione. Sui trasferimenti alle federazioni e discipline sportive, superiori a 12 milioni e mezzo di euro nel 2021, raccomanda un attento esercizio dei poteri statutari di controllo.
Nota della Redazione
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