Controllo sulla gestione finanziaria del CIRA: perdita d’esercizio e premi al personale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 5 del 05.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti alla vigilanza della Corte dei conti, il giudizio di sostenibilità degli equilibri di bilancio non può prescindere dalla correlazione tra la premialità riconosciuta al personale e i risultati economici effettivamente conseguiti. La sostanziale insensibilità dei meccanismi premiali al segno e al quantum del risultato d’esercizio costituisce un fattore di rigidità della struttura dei costi e un disincentivo alla produttività. Il principio di prudenza impone che le previsioni di entrata poste a base della pianificazione strategica siano supportate da un adeguato grado di esigibilità, pena il rischio di squilibri futuri. Le partecipazioni societarie che presentano elementi di contrasto con i requisiti di mantenimento disciplinati dal testo unico sulle società a partecipazione pubblica devono essere eliminate, in coerenza con gli esiti della revisione periodica. Il ritardo nell’approvazione del bilancio, oltre i termini di legge, integra un’indiretta violazione dei principi di buona amministrazione.

Il Fatto

La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato la gestione finanziaria del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA S.c.p.A.) per l’esercizio 2021, società consortile a maggioranza pubblica sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca e affidataria del Programma nazionale di ricerche aerospaziali.

Il bilancio d’esercizio, approvato dall’Assemblea dei soci solo il 23 febbraio 2023, chiude con una perdita di euro 7.449.539, a fronte di un utile di euro 2.159.774 nell’esercizio precedente. Il controllo si estende alla gestione del personale, alla premialità, alle partecipazioni societarie e all’attuazione del Pro.R.A.

La Motivazione della Corte

La Corte rileva che il risultato negativo è riconducibile ad alcune scelte aziendali, tra cui la sottoscrizione di un accordo quadriennale di isopensione, quantificato in oltre 2,97 milioni di euro e imputato all’esercizio, e l’incremento di spesa correlato al progetto HYPROB, pari a oltre 2,49 milioni. La gestione caratteristica registra una contrazione del saldo da euro 2.253.608 a un valore negativo di euro 6.247.253.

Particolarmente critica è la componente della premialità. Con un bilancio chiuso in perdita, nel 2021 è stato corrisposto al personale un premio pro-capite di euro 4.978 (5.301 nel 2020), mentre al personale dirigenziale sono stati erogati acconti in assenza di bilancio approvato. La Corte afferma che gli importi rendono evidente l’assenza di adeguata correlazione tra i risultati aziendali e la premialità riconosciuta, che, a prescindere dal segno e dal quantum del risultato, si attesta sempre intorno a valori costanti. Tale insensibilità costituisce un fattore disincentivante del contributo del singolo alla produttività e un elemento di rigidità dei costi, suscettibile di pregiudicare la sostenibilità finanziaria di lungo termine.

La Corte richiama il fondamentale principio di prudenza cui devono conformarsi le previsioni di entrata. Gli equilibri finanziari esposti nei conti economici previsionali poggiano su un consistente incremento dei ricavi da fonti terze, in larga parte derivante da attività di ricerca e formazione non ancora contrattualizzate. L’approvazione di atti di pianificazione non rispettosi di tale principio potrebbe generare squilibri di bilancio.

Quanto agli organi, il costo complessivo per il 2021 risulta superare di euro 3.000 il limite di legge fissato all’80 per cento del costo sostenuto nel 2013. Sul versante delle partecipazioni, la Corte sottolinea i rilevanti costi sostenuti per la partecipazione in una società di diritto statunitense, svalutata integralmente, e raccomanda di eliminare gli elementi di contrasto con i requisiti di mantenimento delle partecipazioni disciplinati dal TUSP, già evidenziati in sede di revisione periodica.

Infine, la Corte segnala la non soddisfacente gestione della sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale e la mancata pubblicazione del precedente referto, in violazione degli obblighi di pubblicità. L’analisi del rendiconto finanziario evidenzia una contrazione delle disponibilità liquide di oltre 27 milioni di euro, correlata ai flussi negativi dell’attività operativa e ai crediti per finanziamenti non incassati.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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