Controllo sulla gestione finanziaria di Inarcassa per l’esercizio 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 89 del 18.06.2024)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati, la Sezione del controllo sugli Enti verifica la sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale e l’equilibrio patrimoniale sulla base della normativa di riferimento, in particolare il decreto legislativo n. 509 del 1994 e il decreto interministeriale 29 novembre 2007. Il rapporto tra patrimonio netto e oneri per pensioni in essere deve rispettare il requisito delle cinque annualità delle pensioni, che nel caso esaminato risulta ampiamente soddisfatto. La Corte raccomanda il costante monitoraggio del rapporto iscritti-pensionati e del rapporto patrimonio netto-oneri per pensioni, al fine di garantire la stabilità di medio-lungo periodo e di introdurre, ove necessario, interventi correttivi. Sul versante della gestione patrimoniale, la Corte ribadisce che il risparmio previdenziale, per la sua natura peculiare, mal si presta a investimenti in attività caratterizzate da alti livelli di rischio e rendimento, dovendosi coniugare redditività e sicurezza.
Il Fatto
Con la determinazione in esame la Corte dei conti riferisce al Parlamento, a norma dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, il risultato del controllo sulla gestione finanziaria di una Cassa previdenziale privatizzata, già ente pubblico poi trasformata in associazione di diritto privato con il decreto legislativo n. 509 del 1994, per l’esercizio 2022. Il controllo riguarda il bilancio d’esercizio, le annesse relazioni degli organi di amministrazione e di controllo, nonché le vicende di maggior rilievo intervenute successivamente.
La gestione previdenziale assistenziale evidenzia saldi positivi, con entrate contributive in forte crescita e un saldo tra contributi e prestazioni istituzionali in aumento. La gestione patrimoniale mobiliare, invece, registra un saldo negativo per effetto della volatilità dei mercati finanziari internazionali e del calo degli asset obbligazionari.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto il quadro della gestione previdenziale, che evidenzia un trend e un saldo positivi. Le entrate contributive passano da euro 1.222.712.911 del 2021 a euro 1.464.504.265 del 2022, con un aumento del 19,8 per cento, per effetto dell’incremento dei contributi soggettivi e integrativi. Il saldo tra il totale dei contributi e delle prestazioni istituzionali è pari a 614.283 migliaia di euro, in aumento del 51,13 per cento. L’indice di copertura tra contributi e prestazioni pensionistiche correnti sale da 1,40 a 1,68.
Sul piano demografico, gli iscritti aumentano dello 0,96 per cento, passando da 173.957 a 175.627 unità, mentre i pensionati crescono del 5,0 per cento, raggiungendo le 43.054 unità. L’indice demografico si riduce da 4,2 a 4,1, proseguendo la tendenza degli ultimi anni. Per tale ragione la Corte rinnova l’invito a monitorare attentamente il rapporto iscritti-pensionati e il rapporto patrimonio netto-oneri per pensioni, al fine di garantire la sostenibilità finanziaria e la stabilità di lungo periodo.
Con riguardo alla morosità contributiva, il monte crediti verso contribuenti aumenta da 1.148.328 a 1.350.615 migliaia di euro. A fronte del processo di esternalizzazione del recupero dell’insoluto affidato a un soggetto specializzato, la Corte raccomanda di proseguire nelle iniziative volte a incrementare l’efficacia e l’efficienza della gestione e riscossione dei crediti, ponendo in essere ogni attività necessaria affinché siano scongiurati effetti prescrittivi.
La Corte esamina poi la gestione patrimoniale, che registra un saldo negativo di circa -193,5 milioni, con un rendimento contabile lordo pari al -1,01 per cento e un rendimento gestionale lordo pari al -8,42 per cento. La componente immobiliare risulta positiva, con un rendimento gestionale lordo del 4,54 per cento; quella mobiliare è invece sfavorevole, con rendimenti gestionali lordi pari a -11,24 per cento. Nonostante l’approccio consulenziale specializzato, la Corte raccomanda il puntuale monitoraggio e contenimento del rischio e la prudenza nella selezione degli investimenti, coniugando redditività e sicurezza in ragione della natura previdenziale del risparmio.
Infine, la Corte verifica l’equilibrio di medio-lungo periodo sulla base del bilancio tecnico redatto alla data del 31 dicembre 2020, con proiezioni a 50 anni. Le proiezioni confermano l’equilibrio del sistema previdenziale, con il saldo totale sempre positivo lungo l’intero arco temporale; il saldo previdenziale risulta negativo dal 2037 al 2069, per tornare positivo nel 2070, con copertura delle prestazioni assicurata dal patrimonio. Il rapporto tra patrimonio netto e oneri per pensioni in essere si attesta a 16,23, ampiamente superiore al requisito delle cinque annualità previsto dal decreto legislativo n. 509 del 1994. Il conto economico chiude con un avanzo di 360,2 milioni, in riduzione del 52,7 per cento rispetto all’esercizio precedente.
Nota della Redazione
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