Controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale del dramma antico per il 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 90 del 28.06.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a vigilanza si conclude con una relazione alle Presidenze delle due Camere, a norma dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, avente ad oggetto il rendiconto generale e le relazioni degli organi di amministrazione e di revisione. La relazione non è un giudizio di responsabilità, ma un referto sul risultato della gestione, nel quale la Sezione valuta l’andamento economico-patrimoniale e finanziario, la regolarità degli atti e l’efficienza nell’impiego delle risorse pubbliche. Il controllo si estende alle vicende successive all’esercizio di riferimento quando esse siano idonee a incidere sulla stabilità del bilancio. La presenza di errori materiali nel rendiconto finanziario, riconosciuti dall’ente e corretti negli esercizi successivi, è oggetto di specifico rilievo, ma non inficia la correttezza del risultato finale. Gli accantonamenti prudenziali a fondo rischi, ancorché gravanti sul risultato, tutelano il bilancio dagli effetti di un eventuale esito sfavorevole del contenzioso.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato la gestione finanziaria dell’Istituto nazionale del dramma antico per l’esercizio 2022, fondazione di diritto privato con finalità di produzione teatrale classica, sottoposta al controllo della Corte in forza dell’art. 8 del decreto legislativo n. 20 del 1998. La relazione riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo, unitamente al rendiconto generale e alle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione.
Il referto si colloca dopo il precedente sull’esercizio 2021 e dà conto delle vicende societarie e istituzionali intervenute, tra cui il rinnovo del Consiglio di amministrazione e la procedura di sostituzione del Sovrintendente, nonché degli esiti del procedimento amministrativo-contabile avviato dalla Ragioneria generale dello Stato.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dal quadro normativo e osserva che l’ente, trasformato in fondazione di diritto privato, è Onlus e opera secondo il codice civile per quanto non previsto dalla disciplina specifica. Il controllo si svolge con le modalità dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958 e si estende alle vicende successive all’esercizio, rilevanti ai fini del referto.
Sul piano degli organi, la Corte rileva il superamento di una criticità più volte censurata: nel 2022 le delibere del Consiglio risultano formalmente adottate e pubblicate. La problematica del rimborso delle spese alla Consigliera delegata è stata risolta a seguito della determinazione del Ministero vigilante, che ha qualificato il compenso come importo massimo omnicomprensivo; le somme indebitamente corrisposte sono state restituite.
Sulla gestione caratteristica, il 2022 segna il ritorno del Teatro alla piena capienza dopo la pandemia. I ricavi tipici passano da 2.848.616 a 4.738.360 euro, con 140.490 biglietti venduti. Il risultato di esercizio è positivo per 31.944 euro e il valore della produzione, pari a 6.975.739 euro, supera i livelli prepandemici. La Sezione sottolinea che le risorse autonome superano le entrate da contributi, dimostrando l’efficiente impiego delle risorse pubbliche.
Il patrimonio netto ammonta a 5.034.909 euro. Il fondo per rischi e oneri comprende un accantonamento di 400.000 euro per i crediti e 1.250.000 euro per il contenzioso con la Regione siciliana. Questi accantonamenti prudenziali tutelano il bilancio da un eventuale esito sfavorevole dei giudizi in corso, per i quali la Sezione richiama l’esigenza di un attento monitoraggio.
Sul rendiconto finanziario la Corte rileva due errori: la mancata corrispondenza delle disponibilità liquide iniziali 2022 con i fondi finali 2021 (differenza di 97 euro) e la rappresentazione dei flussi, con duplicazione dei pagamenti da acquisto di materie e servizi e delle immobilizzazioni. L’ente ha riconosciuto l’errore e comunicato di averlo superato nel rendiconto 2023. Resta segnalata la mancata adozione di un registro di magazzino, già richiamato nelle precedenti relazioni.
Nota della Redazione
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