Fondazione IIT, sostenibilità finanziaria condizionata dal contributo statale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 91 del 28.06.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, riferisce al Parlamento sul risultato della gestione della Fondazione IIT per l’esercizio 2022. La natura privatistica della Fondazione non esclude la sottoposizione al controllo contabile, attesa la prevalenza dei finanziamenti pubblici e l’inclusione nell’elenco Istat. La gestione si chiude con un avanzo di esercizio in crescita, ma il patrimonio netto registra una contrazione rilevante, correlata all’utilizzo dei fondi vincolati. Permane un’elevata incidenza del costo del personale sui costi della produzione e un ricorso significativo agli affidamenti diretti. La sostenibilità finanziaria dell’Istituto resta fortemente condizionata dalla permanenza del contributo statale.
Il Fatto
La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una fondazione di diritto privato, istituita con l’art. 4 del decreto-legge n. 269 del 2003, sottoposta al controllo della Corte dei conti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 aprile 2007. Ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, la Corte esercita il controllo sulla gestione finanziaria dell’ente, che si finanzia in via prevalente con risorse pubbliche ed è incluso nell’elenco Istat.
Il bilancio dell’esercizio 2022, corredato delle relazioni degli organi amministrativi e di revisione, è stato trasmesso alla Corte in adempimento dell’art. 4, comma 2, della legge n. 259 del 1958. La Sezione del controllo sugli enti riferisce quindi alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo eseguito, con aggiornamenti sui fatti più rilevanti intervenuti successivamente.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dalla qualificazione giuridica dell’ente. La Fondazione ha natura di soggetto di diritto privato, con la conseguenza che non trovano applicazione né la disciplina sul lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, né la normativa sugli enti pubblici di ricerca. Tuttavia, poiché è finanziata in modo prevalente da risorse pubbliche, è sottoposta alla vigilanza del MUR e del MEF, è ricompresa nell’elenco Istat e assume, ai fini del codice dei contratti, la qualifica di organismo di diritto pubblico.
Da tale qualificazione la Corte fa discendere l’assoggettamento alle misure di contenimento della spesa, tra cui il d.p.c.m. 23 agosto 2022 sui compensi agli organi e le limitazioni poste dall’art. 1, commi 590 e 610, della legge n. 160 del 2019. Sui compensi degli organi, in particolare, la Corte ricostruisce il percorso che ha condotto, all’esito del tavolo tecnico di cui all’art. 10 del citato d.p.c.m., alla conferma della retribuzione in godimento del Direttore scientifico e dei componenti del Comitato esecutivo.
Sul piano della gestione, il bilancio 2022 rileva un avanzo di esercizio di euro 7.279.825, in aumento del 45,5 per cento rispetto all’anno precedente, per effetto di un incremento del valore della produzione superiore a quello dei costi. Il patrimonio netto, pari a euro 213.299.414, diminuisce del 12,6 per cento, per l’utilizzo dei fondi vincolati, in particolare per le erogazioni ai soggetti attuatori dei progetti PRIN. La Corte osserva che, al netto del fondo di dotazione non utilizzabile, le riserve disponibili si riducono a 113 milioni di euro e che la sostenibilità finanziaria resta fortemente condizionata dalla permanenza del finanziamento statale.
La Corte esamina poi il costo del personale, pari a 94,9 milioni di euro, con un’incidenza del 62,4 per cento sui costi della produzione, e l’attività negoziale, nella quale rileva l’elevato numero di affidamenti diretti, dovuto alle peculiarità della ricerca e al modello organizzativo incentrato sull’autonomia dei laboratori. Sul versante del PNRR e PNC, i progetti acquisiti ammontano a 98,9 milioni di euro, con incassi e pagamenti ancora contenuti al 31 dicembre 2023, ma con tutti i progetti avviati e gli obiettivi di scadenza raggiunti.
Nota della Redazione
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